28 Marzo, 2020

Tag: Bao Shu

Dal nostro archivio

Non si vive una volta sola

Claire North, Le prime quindici vite di Harry August. "Attraverso capitoli brevi, incisivi, e una narrazione frammentata che ricalca il palinsesto della mente del narratore procedendo a zigzag tra le vite e i decenni, il romanzo descrive un suggestivo tragitto spazio-temporale che va dai campi di battaglia della Seconda guerra mondiale alla Germania del Muro di Berlino, dalla Russia degli anni Cinquanta all’America di inizio millennio, con sconfinamenti in Sudafrica e in Vietnam, nella Vienna degli anni Trenta, la Pechino della Rivoluzione culturale, l’Afghanistan di inizio anni Settanta, la Londra del Blitz, Israele…"

“Non sono riuscito a cambiare niente”

“Ho parlato con disperata energia del diritto che la rivoluzione ha sulle nostre vite. Allora non disprezzavo ancora, come adesso, le parole”. Victor ŠKlovskij, La rivoluzione e...

Zarathustra nella Foresta nera   

Martin Heidegger, Nietzsche. "Alla fine l’impressione che se ne ricava è che Heidegger abbia cercato in tutti i modi di appropriarsi del pensiero di Nietzsche, di portarlo alle sue estreme conseguenze, proponendo un’interpretazione estrema che potesse creare uno spazio vuoto, uno spazio nella tradizione filosofica che lui potesse occupare con la sua riflessione, che altrimenti sarebbe risultata assolutamente fuori luogo e superflua rispetto all’approdo filosofico definitivo di Nietzsche."

Manganelli: letteratura al quadrato

Giorgio Manganelli, Non sparate sul recensore. "Uno dei valori aggiunti di questo volume è che non solo permette di ripercorrere l’esperienza critica di Manganelli nella formazione di un gusto e di uno stile, ma anche di attraversare cinquant'anni di storia delle riviste letterarie italiane. Nel comporre questa grande antologia, l’ottimo curatore Michele Farina ha consultato con pazienza biblioteche e archivi, ma anche collezioni private, dato che le riviste letterarie sono spesso assenti dalle collezioni pubbliche."

Tolkien come non l’avete mai letto…

J.R.R. Tolkien, Lettere 1914/1973. "Ma soprattutto, a spiccare nell’epistolario è l’artista ostinato e geniale, perfettamente consapevole del valore letterario della sua opera e disposto a difenderne fino in fondo la validità artistica e intellettuale: «È scritto con il mio sangue vitale», scrive all’editore che aveva fatto delle osservazioni sul possibile pubblico del Signore degli anelli, proponendo sostanziali revisioni; «Temo che dovrà resistere o cadere sostanzialmente così com’è»."

Speciale Stranimondi