28 Marzo, 2020

Tag: Ling Chen

Dal nostro archivio

Introduzione al modern weird

Livia Llewellyn, Fornace. Francesco Ceccamea "Fornace è la seconda antologia personale di Livia Llewellyn e la prima a essere pubblicata nel nostro paese; da noi l’autrice è già uscita con il romanzo breve Profondità, sempre via Hypnos. La casa editrice presenta l'autrice come l’esponente per eccellenza del modern weird. Cosa si intenda con questa suggestiva definizione non è facile da spiegare; ci proveremo analizzando i racconti di Fornace."

Le forze del disordine

Giancarlo De Cataldo, L'agente del caos. "L’impressione che si ricava leggendo L'agente del Caos è che l’autore non abbia voluto o potuto sparare tutte le sue migliori cartucce nel romanzo stesso, ma si sia riservato alcuni degli aspetti più incredibili della vicenda e alcuni dei colpi di scena più clamorosi per la serie televisiva che verrà tratta da questa storia, i cui diritti sono stati acquistati prima della pubblicazione del romanzo."

Il noir americano diventa “country”

Daniel Woodrell, La versione della cameriera. "A West Plains vive uno dei più apprezzati autori americani contemporanei, Daniel Woodrell, nato nel 1953 a Springfield, terza città dello stato. Woodrell ha fatto di quest’angolo di terra americana ai piedi dei monti Ozark il palcoscenico perfetto per i suoi racconti “country noir”, definizione coniata dallo stesso scrittore per descrivere le sue storie, tutte basate su fatti criminosi". 

Oltre i grandi narcisisti

Arlene Ehyman, Il buon vecchio sesso fa paura. “'L’amore con Murray', il secondo dei sette racconti che compongono il libro della Ehyman non si discosta molto dalle cose scritte da Philip Roth; una storia d’amore, di sesso e di gelosia fra una ragazza giovanissima, bella e intelligente, all’inizio della propria ricerca artistica, e un intellettuale sulle soglie della vecchiaia..."

Un brano spontaneo di città operaia

Francesco Pecoraro, Lo stradone, Ponte alle Grazie. Una recensione di Isabella Bignozzi. Il caffè non è buono – dice il narratore - nell'unico bar che ancora resiste prima del curvone. Si fumano Marlboro rosse, i pensionati camminano spenti e malvestiti, chiusi in un opaco malumore tra sprazzi di razzismo qualunquista, evitando sui marciapiedi gli accumuli di immondizia e le deiezioni abbandonate dei cani. Siamo nel quadrante delle fornaci, nella sacca operaia che ha fatto a mani nude i mattoni e i laterizi che hanno ingrandito la città di Dio, nel quartiere che non è un quartiere, non è una borgata, non è aggregato urbano in armonia con il resto del territorio. Una comunità sub-urbana con una storia diversa.

Speciale Stranimondi