Viaggi dell’anima nel mare di Grecia

Giulio Guidorizzi e Silvia Romani, In viaggio con gli dei. Guida mitologica della Grecia, Raffaello Cortina Editore, pp. 270, euro 19,00 stampa

Avventurosi viaggi di scoperta, passeggiate placide al suono delle cicale, attimi di piacevole disorientamento e tuffi vertiginosi dalle rupi del mito: sono i doni offerti al viandante che, al riparo dai più gettonati itinerari turistici, voglia percorrere un cammino autentico lungo i sentieri che nel volgere dei secoli hanno reso grande la Grecia. In un volume avvincente e dai molteplici approcci, Giulio Guidorizzi e Silvia Romani propongono intriganti attraversamenti nella Storia e nelle storie dell’Ellade: In viaggio con gli dei è forse più di una guida mitologica, perché dalle sue pagine trasuda la vigorosa passione che anima i due studiosi.

Arricchito da preziose immagini, fotografie, mappe e dalle policrome illustrazioni di Michele Tranquillini, il libro si distingue per il dettato piano e accessibile e per l’ammirevole abilità divulgativa dei due autori, capaci di rinnovare la magia di un racconto millenario. Di fronte a paesaggi disseminati di rovine, al cospetto di reperti unici custoditi nelle teche dei musei, Giulio Guidorizzi e Silvia Romani interrogano il passato affinché le storie di cui esso si nutre si facciano portavoce del presente, di un tempo cioè che non smette di accadere.

Così a Delfi l’incontro con la voce di Apollo diviene figura della nostra ansia di conoscere quel che sarà, quel tormento che ci spinge a consultare oroscopi e veggenti al fine di scoprire cosa ci riserva il futuro, per sentirci in un certo senso meno esposti alla caducità dell’esistenza; ma Delfi regala anche l’«entusiasmo» di chi custodisce un dio dentro di sé: la Pizia, sacerdotessa che pronuncia responsi oracolari in uno stato di trance e che con il potere visionario della sua parola ben incarna lo spirito del luogo.

Altrettanto suggestivo è il racconto relativo alla città di Micene, che, accanto ai protagonisti dell’epica e della tragedia classica, vede muoversi un altro eroe: si tratta del tedesco Heinrich Schliemann, scopritore della civiltà micenea, appunto. Egli «lavorava con Omero in mano e il mito nel cuore», si sentiva un predestinato: dopo aver ritrovato le tracce del tesoro di Priamo a Troia, voleva restituire alla luce quello di Agamennone, in un’avventura archeologica che egli amava definire come il risultato di una fede assoluta nei poemi omerici e nel suo sogno di bambino cresciuto con un padre appassionato di storia antica.

I luoghi del racconto di Giulio Guidorizzi e Silvia Romani si susseguono come in una danza: Olimpia, Epidauro, Corinto fanno da sfondo alle sfide, ai sogni, alla ricerca di senso che ancora oggi caratterizza il nostro andare. E anche quando, comodamente in poltrona o sui sedili della metropolitana, leggiamo di città e terre che mai avevamo sentito nominare ma che hanno ospitato le gesta di qualche eroe del mito, ci pare di essere al cospetto dei cosiddetti luoghi della durata, spazi in cui sembra quasi di potersi riconnettere alla propria essenza più profonda, alla radice dell’umano.

Una ulteriore nota di merito è costituita dal fatto che al termine di ogni capitolo (particolarmente affascinanti risultano quelli dedicati a Creta e ad Atene) è presente un ‘invito al viaggio’, l’indicazione cioè di fonti letterarie antiche e moderne e contributi critici contemporanei, per proseguire autonomamente il cammino, assecondando il proprio passo e la propria indipendente curiosità.