22 Febbraio, 2020

Domenico Gallo

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Dal nostro archivio

Intervista a Giulio Mozzi

Incontro Giulio Mozzi al festival Pordenonelegge dove è venuto a presentare il suo ultimo lavoro Oracolo manuale per scrittrici e scrittori e a fare...

Il difficile recupero del passato

Martin Pollack, Il morto nel bunker. "Non serve qui elencare quanto viene rievocato dall’autore, accanto allo sforzo sentiamo un’etica impareggiabile, una levità che tocca nel profondo. S’intraprenda invece, con questo libro, un salutare viaggio verso le pieghe geografiche (e mentali) delle frontiere italiane di nord-est dove ancora oggi pizzicano la pelle le arie distruttive del Novecento. La copertina mostra, in tagliente contrapposizione, un radioso manifesto turistico del 1934 che invita a visitare l’Austria."

L’incomprensibile natura

Laura Pugno, La metà di bosco. " Il protagonista giunge in quel luogo alla ricerca del passato, e di una quiete che nella sua esistenza attuale gli appare lontanissima. Troverà il sonno ristoratore, il freddo tonificante delle acque marine intorno, ma verrà travolto da un nuovo mistero vertiginoso."

Savinio e Luciano, fustigatori

"Nelle pagine introduttive Savinio ricostruisce la biografia dell’artista greco, grazie alla drammatizzazione del Sogno: in un monologo surreale Luciano in persona racconta del proprio rifiuto della scultura a favore dell’eloquenza e della scrittura letteraria. Savinio lascia così scivolare la propria personalità artistica dietro quella di Luciano, suggerendo l’intimo legame e le forti affinità con uno dei maggiori creatori di universi fantastici, inquietanti, dissacranti e, per consolidare il dialogo elettivo, si concede «la necessaria pazienza» per aspettare e incontrare Luciano, sulle rive del Po."

Io, umano (forse)

Leggere e rileggere oggi i racconti compresi in Visioni di robot (e in Sogni di robot) provoca un certo grado di slittamento distopico. Il futuro immaginato dalle generazioni nate negli anni precedenti le guerre mondiali è fondato su specializzazioni tipicamente “meccaniche”, figlie della rivoluzione industriale, nessuno poteva immaginare azzardi che andavano ben oltre i primi passi della science fiction, come la miniaturizzazione circuitale, o l’insondabile mare magnum delle onde elettromagnetiche alla sua massima estensione, men che meno l’avvento del Web.

Speciale Stranimondi