8 Agosto, 2020

Fabio Malagnini

23 ARTICOLI

Digital Humanities

Valentina Rivetti e Sebastiano Iannizzotto (mixed by),  (feat.), The Game Unplugged, Einaudi, Una recensione di Fabio Malagnini. Dalla proliferazione delle interfacce simboliche alla retromania anni 80/90 di default quando la memoria artificiale diventa illimitata; dalle vite sorvegliate del digitale alle serie non lineari che non ci lasciano mai. Il catalogo è questo e comprende molto altro ancora. Per qualcuno il digitale conserva intatto il suo potenziale di cambiamento e, in meglio o in peggio, la partita è ancora da giocare, per qualcun altro la prima cosa da fare è uscire da un gioco divenuto tossico e riorganizzare le forze. Un po’ apocalittici, un po’ integrati, consolidano entrambi la cartografia del digitale.

“Il futuro è già qui, solo non è stato ancora equamente distribuito”

, Quattro modelli di futuro C’è vita oltre il capitalismo. ", giovane sociologo statunitense ed editor della rivista , prova a immaginare un futuro, anzi quattro, a partire dalle conoscenze disponibili sulla torsione tecnologica (AI, robot, machine learning) e sulla crisi climatica in atto."

Corpi sospesi in un iperoggetto catastrofico

(a cura di), Cuerpos: contemporanea spagnola e latino-americana. "Storie che parlano di corpi sospesi in un futuro non remoto e ben riconoscibile, se non fosse per l’emersione temporale di un iperoggetto catastrofico, estruso - il cambiamento climatico, l’estinzione di massa, la fine delle specie animali - che ha sospinto l’era dell’ verso il finale di partita."