31 Ottobre, 2020

La scrittura al tempo dei social

L’Interno del Ministro, L’insostenibile leggerezza del governo del cambiamento, UTET, pp. 176, euro 12,00 stampa, euro 7,99 epub;

Per inaugurare la nuova rubrica “Libri Merdavigliosi”, si propone un libro che rientra subito fra le eccezioni meritevoli. Se l’era dei social network ha agevolato il lavoro per gli editori – appena un fenomeno ha un congruo numero di seguaci, pubblicarne il libro garantisce sicuro riscontro – d’altra parte ha immesso nel mercato una quantità di instant book perlopiù sciatti e insignificanti (al di là delle tirature).

Il caso de L’insostenibile leggerezza del governo del cambiamento è però sensibilmente diverso. Si tratta di un romanzo satirico derivato da una pagina Facebook (L’interno del ministro) che, come una sorta di diario segreto dell’ormai ex ministro dell’Interno , ha accompagnato una nicchia di lettori lungo tutta la durata del primo governo Conte. Anche se l’autore è anonimo, sul sito di Feltrinelli viene segnalato come , cui è associato un altro titolo per UTET, mai pubblicato nonostante l’uscita fosse attesa per l’autunno del 2018. Questo testo inedito rimandava a un’altra pagina storica della galassia Facebook italiana, ovvero Una foto diversa della prima Repubblica. Ogni giorno. È plausibile, quindi, pensare che Fara sia autore in entrambe le pagine e probabilmente UTET abbia preferito rinviare il suo esordio, sostituendo il libro previsto con quello che riteneva essere il prodotto più promettente fra i due. Si tratta di personali deduzioni, non avendo informazioni ulteriori se non queste.

Ad ogni modo, il piano metaletterario e il gioco fra realtà e finzione sono stati curati abilmente, creando una compenetrazione eccellente fra libro, realtà e pagina Facebook. Se i neofiti possono approcciare l’opera (piuttosto breve) come una semplice satira del ministero di Salvini, per i lettori della prima ora la lettura risulta ancora più piacevole: il pericolo di perdere quell’aura da samizdat di nicchia è appunto evitato con questa costruzione mediatica più ampia, per cui non risulta chiaro se il libro sia stato scritto in funzione della pagina Facebook, o la stessa pagina sia stata creata esclusivamente come volano per la promozione dell’opera. Del resto, non è qualcosa di importante e il montaggio fra i materiali inediti e i pezzi migliori della pagina risulta fluido e credibile.

Il progetto risulta unico per la raffinatezza della costruzione del personaggio, lontanissimo da una caricatura che avrebbe potuto normalizzarlo, attenuandone la potenza satirica: il Ministro de L’insostenibile leggerezza del governo del cambiamento è un quarantenne istruito e sensibile, bibliofilo e appassionato cultore di filosofia e letteratura. Ad avere voce è il suo io più nascosto, Ismaele, contrapposto al Capitano (il Salvini crossmediatico della Bestia) e al Duca (il Salvini istituzionale). Lungi dalla schizofrenia, queste tre anime sono solo le tre maschere principali di un uomo machiavellico e spregiudicato, ma al contempo lacerato dal ricordo del breve amore per Josette (che i lettori storici finalmente conosceranno). Suo unico contraltare è Morisi, tratteggiato come altrettanto colto e machiavellico, seppure meno tormentato di Ismaele.

Come si può notare già da questa breve sinossi, il gioco citazionistico è continuo e, per quanto colto, piuttosto scoperto e accessibile a chiunque abbia frequentato il liceo o i dipartimenti di lettere e filosofia. L’accuratissimo gioco delle citazioni fra cultura alta e bassa quanto più risulta coerente con la realtà tanto più è valido, generando una miriade di effetti comici. La cosa notevole, infatti, è l’equilibrio con cui questo viene costruito per descrivere la nostra realtà e non appunto una sua versione buffonesca, anzi – attraverso vari leitmotiv, come l’ossessione filologica di Ismaele per traduzioni ed edizioni rare – l’autore tratteggia una satira su più livelli: da un lato viene irriso Salvini, donandogli una profondità che (forse) non possiede, dall’altro tutto il mondo politico italiano viene messo alla berlina.

Persino lo stesso pubblico a cui è rivolto ne esce con le ossa rotte, visto che Ismaele è esso stesso una satira del quarantenne semicolto radical chic di sinistra, con le sue consuetudini (la Feltrinelli e le tisane biologiche) e le piccole idiosincrasie e ossessioni culturali, volte quasi a mascherarne la cialtronaggine e l’inconcludenza esistenziale. Non è un caso, del resto, che la copertina sia apertamente copiata da quelle di Adelphi, editore feticcio per Ismaele e quelli come lui, cioè quelli come noi.

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