7 Luglio, 2020

Gianluca Mercadante

25 ARTICOLI

Quando le botte fan bene

Paolo Zardi, Tutto male finché dura. "Verrebbe voglia in numerosi punti del di provvedere personalmente alla rimozione dell’apparato riproduttivo del protagonista, tanto è lo squallore del suo pensiero, tanto è subdolo il suo agire. Soltanto l’ironia con cui lo tratteggia Zardi lo esonera dal risultare di un’antipatia senza confini. Eppure è lui il personaggio ideale per rappresentare l’epoca caotica che stiamo attraversando, dove nulla è reale e tutto sembra, se non a portata di mano, almeno a portata di click."

Primavera sul Lago di Como

Andrea Vitali, Nome d'arte Doris Brilli. "Pensiamoci un momento: quante volte nei salottini televisivi, dai più trash ai più seriosi, l’amore omosessuale divide ancora le platee? Vitali sposta tutto questo e lo colloca nell’Italia degli anni Venti, raccontando di un amore fra donne che compone un’immagine di una purezza sconvolgente."

Tempo di grandi pulizie

Enrico Pandiani, Polvere. "E resterà impressa nell’immaginazione di chi legge anche la città di Torino, location non troppo gettonata in narrativa a dispetto dell’indiscusso fascino imperiale che il capoluogo piemontese (nonché città natia dell’autore) emana a prescindere."

Altri (O)nori

Paolo Onori, Fare pochissimo. "Quando leggere un romanzo diventa un’esperienza musicale, quando il ritmo delle frasi è tanto percussivo da ricordare una partitura, allora quel libro l’ha scritto Paolo Nori. Con o senza una “O” ad anticiparne l’ormai noto cognome. Che poi, ammettiamolo: per quanto possa utilizzare uno pseudonimo, nella fattispecie candidamente scoperto e divertito, la pagina di Nori la riconosci."

Morozzi quanto basta

, Gli Annientatori - Gli editori che ne hanno finora dato alle stampe l’ampia produzione libresca, negli strilli impressi su svariate copertine, tendono a ricordare al pubblico dei lettori che è l’autore di Blackout. Niente da dire, un ottimo romanzo, campione di vendite, diventato poi film sul mercato americano, caso rarissimo nella scena editoriale del Belpaese. Se dunque lo strillo si chiama strillo per qualche sacrosanto motivo, è giusto strillarle certe cose, ci mancherebbe.

Di mamma ce n’è una sola – a volte basta e avanza

Amélie Nothomb, Colpisci il tuo cuore - Il conflitto con la madre offre causa e pretesto affinché Amélie Nothomb, intinta la penna nella crudeltà che ha spesso esibito nella sua vasta produzione libraria, compia un altro viaggio all’interno di sé stessi e delle proprie paure. Che tanto si rivelano grandi, quanto irreparabili divengono le conseguenze da esse scaturite. Mettere al mondo una figlia capace d’incarnare la peggior paura della madre fa decisamente parte della lista delle conseguenze irreparabili.

A volte ritornano, ma tornare non basta

, Bastardi in salsa rossa. "Fra uno spaccato sociale denso di degrado e disperazione, fotografato però con la pepata verve che ha imposto all’attenzione di migliaia di lettori, e uno sguardo ai combattimenti clandestini, sia fra cani che fra persone, alla fin fine consegna un romanzo che, al solito, si fa leggere dalla prima all’ultima pagina, anche grazie al ritmo cinematografico e a dialoghi spesso esilaranti, al limite del comico."

Quando le parole vanno oltre

, Nudi come siamo stati. "Ma il personaggio che difficilmente vi uscirà dalla testa, e che può darsi possa spingere anche voi a porvi “la” domanda della vostra vita, è Arsène, il pittore francese di fama internazionale da cui Severo si reca a prendere lezioni. Lezioni che mai una sola volta tendono a imitare il concetto accademico di “lezione”, giammai: Arsène dipinge oltre."

La rivoluzione dell’umorismo

Francesco Muzzopappa, Dente per dente. "Il Mu.Co. (MUseo d’arte COntemporanea, sta a significare) è uno spazio espositivo dedicato alle croste d’autore. Orribili Dalì, imperdonabili Magritte, inguardabili Duchamp fanno infatti bella (?!) mostra di sé nelle sale della singolare struttura museale dove il nostro, tristemente, ha trovato impiego."

Big Joe non delude

Joe R. Lansdale, Io sono Dot. "Come la sua omonima nel Mago di Oz, alla nostra tocca sciogliere alcuni nodi non facili e per potervi riuscire deve affrontare un viaggio in cui sarà proprio zio Elbert l’uomo di latta che accompagnerà questa singolare eroina verso la propria catarsi. Una catarsi nella quale i pattini, che temeva di appendere al chiodo, c’entreranno poi un bel po’."