18 Febbraio, 2020

Walter Catalano

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Dal nostro archivio

Ti racconto un anno

Anna Ruchat, Gli anni di Nettuno sulla terra - Quando incontro un autore che non conosco affronto la cosa come fosse un po’ una sfida personale e un arricchimento anche, cosa che in fondo è. Con Anna Ruchat è stato così. Mi è capitata tra le mani questa particolarissima raccolta di racconti che ho letto tutta d’un fiato e che è stata una piacevole sorpresa.

Jhumpa nel riparo fragile

Jhumpa Lahiri, Dove mi trovo. "Quarantasei capitoletti per fissare altrettanti momenti – o «stazioni», come si è tentati di chiamarle – dell’esistenza quotidiana di una donna di mezza età, i cui tratti restano volutamente vaghi, in una città italiana che non importa individuare con certezza. «Sul marciapiede», «Per strada», «In trattoria», «Al museo»… e poi ancora «Per strada», «Al telefono», ma anche «Ad agosto», «All’alba», «Da mia madre», «Tra sé e sé»."

Valerio Aiolli sceglie Natalia Ginzburg

Valerio Aliolli è stato seguito da PULP Libri fin dai suoi esordi, ed era perciò inevitabile che lo invitassimo a partecipare alla nostra rubrica...

#MennoniteMeToo

Miriam Toews, Donne che parlano. "La scena si apre con le donne della comunità che si lavano vicendevolmente i piedi, alla stregua di Gesù con i suoi discepoli. Dopo questo rito intimo consumato con spensieratezza si giunge presto al nocciolo della questione: tutte loro sono lì riunite per decidere come comportarsi con gli uomini che le hanno narcotizzate, violentate, picchiate e contagiate in alcuni casi. Ma hanno poco tempo, solo quarantotto ore per scegliere di andarsene e ricominciare da zero oppure restare e continuare a subire."

Letale oriente

Lawrence Osborne, Cacciatori nel buio. "Fra tassisti che fanno il doppio gioco, poliziotti corrotti e puttanieri, personaggi che prendono in consegna non soltanto l’anima di Robert, ma anche portafogli e passaporto, fanciulle di “buona famiglia” che scolano bottiglie di vodka come fossero di tè al gelsomino, sedicenti dottori che tengono sermoni sulla deriva cambogiana, il tutto immerso nel caldo lampeggiante di fulmini (appunto “atomici”), il povero (ma sempre elegante) Robert subisce uno scambio di identità verosimilmente Hitchcockiano."

Speciale Stranimondi