5 Agosto, 2020

Recensioni

Florilegio dei defunti

Giulio Mozzi, Il culto dei morti nell'Italia contemporanea. "Sempre di anime si tratta, di vicende riunite esattamente come le si possono scrutare in paesi, città e campagne, determinate dalla nascita alla morte a seguire le leggi del creato e degli uomini. Di quest’ultimi vediamo le intolleranze, gli ammazzamenti, le refezioni, le tecniche balorde per restare in vita, le vediamo descritte a voce alta per tutto il libro, con qualche personaggio ormai scomparso e dimenticato, con alcuni invece che tornano dal regno delle ombre con le loro parole sommessamente dette."

Mediocritas tutt’altro che aurea

, "Midcult era e rimane il prodotto che aspira alla cultura alta senza assumersene i rischi; il prodotto magniloquente e/o didascalico, dotato di un messaggio predigerito e pronto all'uso: perfetto per essere riassunto in una morale di poche righe (o in un tweet). Il prodotto che ammaestra e intrattiene, chiedendo al fruitore una partecipazione debole se non passiva, rassicurandolo col brand della «Cultura». "

Assenze della luce

Paola Di Mauro, Morte apparente, buio e sonno profondo. "In queste tre fiabe, in particolare, le assenze sono soprattutto «assenze della luce», la cui sorgente originaria è la dimensione spontanea e incontrollabile della nictofobia infantile, che si dilata a spazio psicologico abissale e coinvolgente: quello in cui si aprono gli spazi d’irruzione per i mostri – e anche per i prodigi – dell’ignoto, dai quali acquistano contorni che si prolungano e persistono fino all’età adulta."

Non c’è più la letteratura di una volta

Gianluigi Simonetti, La letteratura circostante. "Il saggio di Simonetti, oltre a sintetizzare gli autori trattati sia nella forma sia nelle retoriche narrative ricorrenti, riesce anche, data l’ampiezza di visione e la densità delle considerazioni, a confortare il lettore che si trova spaesato non solo dalla fine della «letteratura di una volta», ma anche dalla fine della cosiddetta società letteraria. Oggi non significa più nulla che un libro venga pubblicato da un editore piuttosto che da un altro, in quella collana piuttosto che in un’altra: non esistono più né garanti né garanzie."

Fra una tempesta di sabbia e l’altra

Nicolas de Staël, Tutto deve accadere dentro di me. "De Staël ha avuto imperiosi smarrimenti dentro l’ossessione coloristica, durante e dopo il giovanile credo estetico: Tutto deve accadere dentro di me. Scrivendo al padre questa frase pose il sigillo di una vita trasportata da Pietroburgo alle terre più luminose del Mediterraneo, fino al lampo finale dalla finestra di una casa ad Antibes. Vi si gettò nel 1955, quando la sua fama si stava espandendo."

Terrori europei

Jean Delumeau, La paura in Occidente. "Nei secoli esaminati da Delumeau, l’immaginario collettivo si nutre di fantasmi e di mostri comuni alle popolazioni europee e ai loro governanti: si tratta cioè di una dimensione condivisa che non permette di interpretare i comportamenti delle élite soltanto come costruzione cosciente di discorsi manipolatori. A questo proposito è altamente illuminante leggere la pagine dedicate alla caccia alla streghe, nelle quali lo studioso dimostra come la reazione psicotica dinanzi alla stregoneria fosse prerogativa delle regioni riformate tanto quanto della Spagna della Grande Inquisizione."

Enigma architettonico

Lucas Harari, L'attrazione. "Harari si ispira nella grafica alla tradizionale linea chiara di Hergé, Ted Benoit e Yves Chaland, come peraltro si legge sul sito dell'editore, e il suo tratto deciso e dai colori freddi porta alla luce una magnetica ricca di ombre e doppie letture, che vi farà sentire all'interno di una fantasia con scenari e ambientazioni da favola."

Vite solo apparentemente comuni

Gina Berriault, Piaceri rubati. "Che si tratti di un senza tetto che frequenta una biblioteca, di un uomo che torna a vistare i genitori separati dopo anni di lontananza, di un anziano che esce di casa solo con un po’ di bagnoschiuma addosso per minacciare una donna, della ricerca, da parte di uno scrittore, di un fantomatico e famosissimo personaggio, di un bambino che uccide fortuitamente il fratello maggiore non ha troppa importanza. Sono (siamo) tutti disperati, chiusi in una realtà personale che ci impedisce di scorgere i particolari più intimi di chi ci troviamo di fronte."

Poesia nei minuti depredati della luce

Agota Kristof, Chiodi. "I versi di Kristof – che nella sua bella postfazione Pusterla definisce «atroce e struggente» – non conoscono punteggiatura; in essi vi è un fluire di parole che lentamente precipitano verso una chiusura che coincide con un'impossibilità: «morti camminano / per queste vie anche io sarò pallida se solo sapessi / dove andare da chi e perché» scrive in «La finestra della notte»."

Non solo per ragazzi

Claudio Morandini, Le maschere di Pocacosa. "Nei giorni del Carnevale nelle sue viuzze si scatenano orde impazzite, protette da mascheroni paurosi che minacciano, inseguono, dileggiano e fanno del male, vendicandosi pure del nostro eroe dodicenne. Tutto iniziò come una rivolta contro i notabili del paese, che si travestivano da duchi e duchesse e marciavano per le strade senza nemmeno sfilarsi gli orologi dai polsi. Un’insurrezione, fatta di bastoni di plastica, uova marce e palle di letame, da parte di mascheroni sempre più mostruosi e folli della ferocia di coloro che vi si celavano."