24 Novembre, 2020

Aggiungi un posto a tavola

Erri De Luca, L’ospite della vigilia, Illustrazioni di Alessandro Sanna, Terre di Mezzo, pp. 48, euro 12,00 stampa

È la Vigilia del Santo Natale. È domenica, e il protagonista di questo piccolo racconto, splendidamente illustrato da Alessandro Sanna, è un uomo solo che vive in una casa lontano dal caos della città e in condizioni più che umili. Senza riscaldamento né elettricità, in un’abitazione che non è di sua proprietà così come non lo sono la stalla e le bestie. Il giorno è ormai giunto al termine e dalla terra si alza una nebbia fitta fitta che copre tutto. L’uomo sta apparecchiando la tavoloa per la cena, parlottando tra sé e sé per ascoltare una voce qualunque, in sottofondo il crepitio del fuoco del camino su cui stanno cuocendo delle castagne e una cipolla con un uovo al suo interno. Per errore si accorge di aver aggiunto un piatto e sul momento l’uomo ne sorride, ma quando due fari d’auto fendono la coltre di nebbia, rimane stupefatto dalla casualità di un gesto tanto anomalo per lui. Dalla vettura scende un uomo che chiede ospitalità per la notte. La sera della Vigilia prende così una svolta inaspettata per l’uomo che deve riabituarsi a conversare, a udire una voce diversa dalla sua.

Erri De LucaOccorre soffermarsi sui meravigliosi acquerelli che impreziosiscono il racconto e che lo incorniciano sulla pagina in un’aura ovattata, come fosse di nebbia l’illustrazione stessa. Sanna è indubbiamente duttile e geniale nell’adattarsi al testo su cui lavora, e in questo caso, pur essendo un racconto che descrive una notte particolare, l’attesa del Natale quindi un giorno speciale, il compito viene svolto egregiamente, con queste sfumature di verde e blu che calmano gli occhi e scaldano il cuore. Abituato come pochi a illustrare per grandi nomi (Gianni Rodari, Claudio Magris, Paolo Cognetti e Luigi Garlando per citarne alcuni), la particolarità del tratto che si uniforma al testo non è di conseguenza riconoscibile se non a occhi esperti e appassionati, valore questo aggiunto.

La parte fondamentale però tocca all’autore, nome noto agli adulti, molto meno ai giovani lettori a cui è destinata questa sorta di favola natalizia. Erri De Luca è autore di numerosi libri pubblicati in toto da Feltrinelli. Diciottenne, vive in prima persona la stagione del 1968, poi entra nel gruppo extraparlamentare Lotta Continua. La vita lo porta incontro a diversi mestieri in Africa, Francia e Italia: camionista, operaio e muratore. Studia da autodidatta l’ebraico e traduce alcuni libri della Bibbia, talvolta opinionista de il Manifesto. Testa calda, ribelle per natura, anticonformista, scomodo. Questo suo temperamento rustico e ruspante, con una forte nota rurale che può ricordare Mario Rigoni Stern per la semplicità del linguaggio, si trasmette interamente su carta così come le sue idee. Il protagonista non ha fede ma crede nella pace anche se il suo ospite, che offre aiuti assieme ad altri volontari in Bosnia, lo porta a riflettere sul fatto che la guerra è “La nostra specialità di gente umana. È antica quanto noi, non si riesce a stare senza. Non è altro che l’autorizzazione ad ammazzare. Sembra che spunti in ogni generazione. Anche Natale è frutto di una guerra, l’esercito romano che impone in pieno inverno un censimento alla nazione conquistata.”

Una lettura inaspettata quanto l’arrivo di un estraneo a casa dell’uomo, quanto l’aggiunta di un piatto in più, quanto le corde che vibrano toccate dalle parole di De Luca. La questione di Dio ancora in sospeso e una collaborazione che merita attenzione soprattutto per gli spunti di riflessione che il libro offre. È importante che i giovani lettori imparino a soffermarsi su questioni sociali come i temi affrontati in queste pagine e che imparino in fretta a ragionare autonomamente per diventare cittadini senzienti e non automi in balia del vento che soffia in quel momento storico né a subire decisioni prese da altri.

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