Se esiste un romanzo ingiustamente sottovalutato è Un amuleto per i giorni felici, pubblicato in prima battuta nel 1993 con il titolo originale Charms for the Easy Life e fortunatamente recuperato dalla casa editrice La Nuova Frontiera nel 2026. Questa è una di quelle storie dalla voce potente e magnetica, che dagli scaffali della libreria non attira l’attenzione con copertine dai colori chiassosi o titoli ammiccanti ma richiama a sé – per selezione naturale – solamente i lettori ansiosi di scoprire un libro importante.
La vicenda narrata si sviluppa nelle campagne del Nord Carolina e più precisamente a Pasquotank, a partire dal 1900 fino al 1942, e racconta di Clarissa “Charlie” Kate, una ragazza poco più che ventenne, levatrice e guaritrice autodidatta e molto dotata, che si fa presto rispettare da tutta la comunità per le sue conoscenze e l’esperienza, e di sua figlia Sophia testarda e ribelle ma brillante quanto la madre, e della giovane voce narrante Margaret, nipote di Charlie Kate, che osserva curiosa e impara in fretta.
Kaye Gibbons, nata Bertha Kaye Batts, neolaureata nel 1987 si aggiudica con il suo esordio autobiografico Ellen Foster il premio Sue Kaufman Prize per l’opera prima. In Un amuleto per i giorni felici in primo piano è la vita di tre generazioni di donne che si costruisce forte, indipendente e insofferente alle regole della società in cui vivono, dalla Grande Depressione fino alla Seconda Guerra Mondiale. Sullo sfondo un sincero affresco della storia d’America, delle sue campagne fatte di povertà, violenza e ignoranza.
Un grande romanzo capace di raccontare senza sbraitare lo svolgersi delle vite nelle campagne, il loro intrecciarsi con la Storia e il loro normale evolversi, suggestivo e commovente, a tratti crudo e feroce, con molteplici spunti di lettura, uno su tutti William Faulkner, il prediletto delle protagoniste. Tratto ricorrente in queste tre donne è senz’altro la forza di volontà, oltre ad una tenacia e una determinazione tali da incutere un timore reverenziale negli altri. Altro tema interessante affrontato con rigore è quello della solidarietà femminile, di cui si avvertono i segni fra le righe senza bisogno d’essere urlato ai quattro venti, così come oggi spesso accade in ambito narrativo. Lo sviluppo della storia, tratteggiato con penna equilibrata e pulita, regalano a questo romanzo il respiro tipico dei grandi classici della letteratura destinati a restare nel tempo.


