1 Ottobre, 2020

Appetito mortale

, L’Insaziabile, Coconino Press, pp. 128, euro 18,00 stampa 

La linea editoriale di è indirizzata su una strada destinata a ottenere un sempre maggiore apprezzamento da parte dei lettori. Come si legge sul loro sito, l’origine del nome deriva dalla contea in cui è ambientato di , uno dei primi capolavori del , e grandi nomi come Gipi, Manuele Fior, Lacernet e Jiro Taniguchi per citarne alcuni, sono stati tenuti a battesimo cambiando così la percezione nel nostro Paese del .

La scelta delle storie proposte coincide molto spesso con biografie di personaggi realmente esistiti e questo perché l’obiettivo è di mettere al centro proprio la storia, puntando a un’attenta selezione delle velleità artistiche migliori degli autori del settore. Al contempo il loro coraggio è encomiabile: tralasciando tattiche che risulterebbero accomodanti e optando per una ricercatezza di materie prime, tavole e testi, in occasione del ventesimo anniversario sono stati riproposti i principali titoli del catalogo in una nuova veste, se possibile ancora più elegante.

firma questo splendido e particolarissimo L’insaziabile che racconta la storia di Tarrare – talvolta citato come Tarare – un bizzarro personaggio vissuto nella Francia rivoluzionaria della presa della Bastiglia e del terrore di Robespierre. Le sue abitudini alimentari ingestibili rendono impossibile per la sua famiglia provvedere al sostentamento del ragazzo che, abbandonato, inizia a vagare per il territorio assieme a banditi e prostitute.

Michele PetrucciUna fame incomprensibile, difficile da alleviare, lo attanaglia costringendolo a nutrirsi di oggetti di qualunque forma e dimensione, e animali vivi e morti, tanto che divenuto ormai un peso, viene ricoverato in ospedale dove diviene immediatamente oggetto di esperimenti clinici. Ogni tentativo di cura fallisce e anche l’arruolamento nell’esercito francese contro i prussiani non ottiene un esito positivo. Passano degli anni e Tarrare viene ritrovato a Parigi malato di tubercolosi in stadio avanzato. Muore qualche giorno dopo di diarrea essudativa.

Nella versione romanzata alcuni dettagli differiscono dalla realtà, ma il risultato è quello di donare un’anima più affascinante e seducente alla storia. All’interno del volume troviamo tavole ruvide a colori caldi perfettamente coerenti con un testo crudo e diretto, anche nella penna della voce narrante, da cui tuttavia traspare un sentimento di affetto e reale interesse alle vicende dell’uomo Tarrare.

Michele Petrucci, illustratore del magnifico Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (, 2017) del resto è un maestro nel ricreare tavole in cui il personaggio prende vita sulla carta, e nello scegliere i colori per dare una degna atmosfera al racconto, dimostrando una rara abilità d’adattamento al contesto.

La lettura è vivamente sconsigliata poco prima dei pasti a causa di scene violente e fortemente esplicite, destinate ad un pubblico dallo stomaco forte. Non ci resta che augurarvi buon appetito!

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