Orson Welles / Dittature con le bollicine

Riscoperto negli archivi del Museo del Cinema di Torino, Un pezzo grosso (La nave di Teseo) è l’esordio letterario di Orson Welles: una commedia satirica che, tra dittature farsesche e interessi americani, mette alla berlina la Guerra fredda e l’imperialismo economico.

Orson Welles, Un pezzo grosso, Milano, La nave di Teseo, 2026; pp. 208, Euro 18, trad. it. di Alberto Pezzotta


Questa nuova scoperta editoriale de La nave di Teseo si inserisce in una lunga scia di testi su Welles pubblicati in Italia (Orson Welles in Italia, La nave di Teseo, 2006;  Miracolo ad Hollywood , Sellerio, 2022), e dimostra come la casa editrice di Milano non abbia perso l’abilità e il fiuto nello scovare sempre nuovi testi inediti in grado di suscitare un dibattito e nuovo interesse per figure fondative della nostra cultura contemporanea, come nel caso di Orson Welles.

George Orson Welles da Kenosha, Wisconsin, è stato un personaggio di straordinario spessore, un grandissimo attore, regista e conduttore radiofonico, un vero e proprio genio del cinema che ha rivoluzionato le tecniche espressive dell’ottava arte, facendo compiere al linguaggio cinematografico un vero e proprio salto di qualità; e tutto questo lo ha fatto a partire dalla grande Letteratura. Sono ben note alcune delle sceneggiature che Welles ha tratto da alcuni dei grandi testi della letteratura inglese e americana: basti pensare alla sua sceneggiatura di Moby Dick di Herman Melville, oppure alla sua ripresa del personaggio di Falstaff – un personaggio larger than life, nel quale Welles stesso si identificava – dai testi di Shakespeare nei quali è protagonista o nei quali è citato, come l’Enrico IV, l’Enrico V o Le Allegre Comari di Windsor. Dopo le innumerevoli polemiche a seguito del suo celebre film, Citizen Kane (1941), in cui viene preso di mira il celebre magnate della stampa e dei media William Randolph Hearst, Welles è sempre stato una presenza ingombrante ad Hollywood, in tutti i sensi…

Welles è rimasto famoso non solo per i tanti film meravigliosi che ha realizzato, introducendo innovazioni tecniche brillanti, come i lunghissimi piani sequenza, ma anche per i tanti film che non è riuscito a realizzare, che sono rimasti soltanto allo stadio di abbozzo o non sono mai riusciti a concludere la fase del montaggio, come Cuore di Tenebra (Heart of Darkness, concepito 40 anni prima di Apocalypse Now), L’altra faccia del vento (The Other Side of the Wind ), il Don Chisciotte (Don Quixote ), etc. Questo libro, Un pezzo grosso (nell’originale V.I.P., in francese Une grosse légume ), il cui manoscritto originale in lingua inglese è stato riscoperto per caso negli anni ‘90 negli archivi del Museo Nazionale del Cinema di Torino, rappresenta l’esordio letterario di Orson Welles, un romanzo satirico sulla Guerra Fredda e l’Imperialismo, sulla globalizzazione dei mercati e sull’eterna lotta al Comunismo. Questa sceneggiatura non si è mai concretizzata in un film vero  e proprio. Si tratta forse del primo film che Orson Welles è riuscito a non fare con il grande produttore di origine ungherese Alexander Korda. Il film che ne sarebbe venuto fuori sarebbe stato una tipica american comedy, anzi una screwball comedy, genere che vanta un’illustre tradizione nel cinema americano, a partire dai meravigliosi film di Ernst Lubitsch e di Billy Wilder, fino ad arrivare, in epoca più recente, al grande Blake Edwards. La figura di Welles, anzi, ha più di una affinità con quella di Lubitsch, il primo regista europeo a sbarcare ad Hollywood. Entrambi furono grandi innovatori del linguaggio cinematografico, ma Welles compi il percorso inverso: cominciò come un enfant prodige ad Hollywood, poi a causa del maccartismo e di vari problemi (soprattutto economici) con la produzione dei suoi film, divenne un grande regista europeo, un grande accusatore della società americana e dell’Europa borghese dominata dal capitalismo,. Tutti ricordano la feroce tirata contro l’uomo medio (“l’uomo medio è un mostro”), la tirata contro la borghesia e la società italiana :”Il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d’Europa” che Welles-regista esprime in una celebre scena dell’episodio La Ricotta (1963) di Pier Paolo Pasolini in Ro.Go.Pa.G. Ecco spiegato uno dei motivi dell’ “esilio” di Welles in Europa e in Italia, e le attenzioni di cui era oggetto da parte dell’FBI di J. Edgar Hoover …

Il libro VIP – sceneggiatura romanzata di quella che avrebbe dovuto essere una tipica commedia in stile americano, ispirata da un episodio di una serie radiofonica britannica con protagonista il celebre Harry Lime (The Adventures of Harry Lime, o Lives of Harry Lime, 1952), personaggio interpretato dallo stesso Welles nel noir Il Terzo Uomo (1949) di  Carol Reed, tradotta in francese dallo sceneggiatore Maurice Bessy (co-autore di Mr ArkadinRapporto Confidenziale, del 1955 ) e pubblicata da Gallimard nel 1953 – mette a nudo gli intrighi politici e la follia del capitalismo attraverso lo sguardo ironico di Welles. Nello staterello-isola di Maliñha, una piccola isola nel Mar Mediterraneo, governata da una sorta di grottesca dittatura in miniatura di stampo sudamericano, approda l’americano Joe Cutler, ennesimo esempio dell’ innocent abroad sulla scia dei personaggi di Mark Twain ed Henry James (mentre invece Harry Lime è il classico esempio di con man, che non si fa scrupoli di fare affari con i nazisti), e viene scambiato per un agente americano sotto copertura, un emissario del Governo americano, e dunque trattato con tutti gli onori. Per presentarsi in modo accettabile di fronte al potente alleato americano, il governo di questo staterello mette su una colossale messa in scena per far credere allo stupefatto Cutler che Maliñha sia in realtà una democrazia….con tanto di elezioni farsa cui dovrebbero partecipare elettori giù morti da un pezzo (qui Welles dimostra di conoscere bene uno dei principali trucchi per vincere le elezioni) e un candidato “comunista” che tutti considerano morto da tempo, da cui il titolo The Dead Candidate dell’episodio radiofonico (che si può ascoltare sul sito Wellesnet.com )…. In realtà Cutler si sta recando a Maliñha perchè vuole indagare la possibilità di introdurre in quella sperduta isola la bevanda che si vende in tutto il mondo, la  Cool-o, la bevanda dietro la quale si intravede la Coca-Cola, il che spiega l’altro titolo dell’episodio radiofonico, Buzzo Gospel (Buzzo è un altro nome di questa bevanda immaginaria, ma non troppo; il titolo Buzzo Gospel si potrebbe tradurre ne Il Vangelo delle Bollicine ) …

Sarebbe bastata un’ulteriore torsione della trama e avremmo potuto intravedere sotto le mentite spoglie di Maliñha un altro stato ben più importante nella geopolitica dell’epoca, cioè l’Italia, l’Italia degli anni Cinquanta, uno stato che faceva di tutto all’epoca per accreditarsi ed ottenere finanziamenti dal potente alleato, gli Stati Uniti, che avevano già cominciato, fin dall’immediato dopoguerra, a foraggiare generosamente i vari governi democristiani e sostenuto economicamente la DC nella campagna elettorale del 1948. Per non parlare di quei personaggi ambigui e senza scrupoli, con buoni contatti in Sud America, molto simili ai governanti di Maliñha, che si sono arricchiti – che gli americani hanno letteralmente ricoperto d’oro – proprio sventolando davanti agli americani il drappo rosso della minaccia comunista. Harry Lime non è morto….