Richard Flanagan / Un mondo di relazioni

Richard Flanagan, Domanda numero 7, tr. di Elena Malanga, La nave di Teseo, pp. 286, euro 22,00 stampa, euro 11,99 epub

Qui si parla di tempo e di eventi, la loro successione illusoria che si adatta alla mente umana perché altrimenti non riusciremmo a plasmare l’esperienza, e forse nemmeno esisteremmo come specie cosciente. La natura della realtà e la natura dell’esperienza non sono la stessa cosa, questa visione Richard Flanagan riesce a renderla narrativa in un romanzo che contiene parecchie cose della Storia del mondo. Un intreccio in cui tutto esiste in relazione a tutto, dove la bomba atomica non sarebbe esistita se non fosse esistito H.G. Wells con il suo amore per Rebecca West. E non sarebbe esistito il romanzo di Flanagan che ci spiega come tutto avvenne.

La domanda numero 7 compare in un racconto di Cechov, parodia delle domande di calcolo mentale rivolte ai bambini: dimostra che la vita non è misurabile, e che «il mondo da cui pensiamo di trarre significato non è quello reale. È un mondo di facciata, un mondo superficiale, un mondo congelato di apparenze sotto il quale ne scorre un altro completamente diverso, un fiume in piena che può travolgerci in ogni momento».

Le cose non sono così semplici per l’umanità, non lo sono mai state, e dunque questo libro parla anche del genocidio degli aborigeni della Tasmania (l’autore è nato e cresciuto lì) attuato dai “marziani”, gli stessi che hanno consentito la costruzione della bomba atomica con il progetto Manhattan. Ma non si tratta di fantascienza, bensì del tentativo estremo di collegare una moltitudine di fatti legati l’uno all’altro: la costruzione di un memoir il cui avvio è dato dalla visita di Flanagan in Giappone, a vedere il campo di Ohama dove avevano internato suo padre. Nell’agosto del 1945, il forzato al quarto anno di prigionia spingeva carrelli di roccia lungo le gallerie della miniera. In quel 6 agosto, alla distanza di 130 chilometri viene sganciata su Hiroshima la bomba che dopo 43 secondi uccide 60000 persone. Ecco come inizia questo splendido libro, che riesce a far interagire la letteratura con i fatti avvenuti in un secolo, il Novecento, dove ogni cosa – scoperta, invenzione, avvenimento privato e pubblico – sembra collegata affinché il mondo in qualche strano modo continui a esistere. Nonostante un certo Hitler, certi scienziati, certi politici, e Los Alamos. Pochi decenni d’anticipo sugli esperimenti nucleari, e la Germania avrebbe avuto la bomba già all’avvio della Seconda guerra mondiale.

Le vicende familiari dello scrittore non sono certo un abbaglio, nei ricordi s’incrociano alla realtà esterna, per lo più pesante, alla Tasmania. La madre, irruente e chiassosa, infonde al figlio la passione per la ricerca di modi alternativi alla comunicazione, scrittura compresa. Dall’infanzia alla comprensione di quanto lo circonda, Flanagan non ha mai smesso di porsi domande, a porre argini intelligenti al fiume del tempo. Nelle pagine di Domanda numero 7 arrivano Einstein, e il suo amico Leo Sziland che intuì il modo di innescare una reazione a catena. Lui scherzava dicendo che avrebbe meritato il Nobel della pace solo perché non era riuscito a scoprire la fissione nucleare negli anni Trenta, che avrebbe portato la Germania nazista a dotarsi di bomba atomica. Leggere il romanzo di Flanagan fa correre brividi lungo la schiena, perché il suo sguardo coerente mette insieme i fatti personali e l’attività di scienziati e scrittori tutti concorrenti a far navigare il mondo sul bordo della distruzione o della salvezza, senza che un agente esterno possa intervenire. Perché non esiste un agente esterno. Ma relazioni che interagiscono fra loro.

Domanda numero 7 è un libro di Frontiera, e la Tasmania risulta il centro da dove possa partire, attraverso il suo figlio scrittore, un tentativo di ordinamento che eviti la “macchina” della mente umana e si proietti lungo il terreno dove memoria e destino assumono lo stesso aspetto, rinunciando alla catena temporale inventata dal nostro cervello. In questo romanzo si spiega perché continuano a esistere H.G. Wells, il progetto Manhattan, Einstein, Sziland, la famiglia di Flanagan, e questo libro.