18 Febbraio, 2020

Tag: Guido Fink

Dal nostro archivio

Una Babilonia interiore

Yasmina Reza, Babilonia. "Trattandosi di Reza, la sua maestria va ancora più a fondo, e come accade spesso nel vero teatro e nei teatrini quotidiani il tragico diventa parente prossimo del comico. Ma ciò a cui assistiamo in questo racconto è talmente convincente, anche se molti arricceranno il naso, da far pensare che tutto non sia dovuto a mera coincidenza. E che i due protagonisti si ritrovino affaccendati in un delirio fuori misura. L’idiozia genera mostri, suggerirebbero i fratelli Cohen."

L’era della Terra rovente

Verso & Paura, Antropocene. "Chiariamo subito che l'antropocene sarebbe una nuova era del nostro pianeta, determinata non più solamente da fenomeni «naturali» (attenzione però all'uso e abuso di questo fenomeno...), bensì dall'impatto delle attività umane, antropiche, sull'ecosistema e sul clima terrestre. L'antropocene è l'era del (sur)riscaldamento globale, nella quale stiamo entrando allegramente (secondo alcuni) o tragicamente (secondo altri), ma di certo a grandi passi."

Roggeri sceglie Brontë

Vanessa Roggeri propone alcuni paragrafi di Villette, pubblicato da Charlotte Brönte nel 1853. Pubblicato in Italia nel 1960, vanta diverse edizioni con titoli molto diversi: Collegio femminile, L'angelo della tempesta, Miss Lucy. Gli estratti qui presentati sono stat tradotti da Simone Caltabellotta.

Il bambino mancante

Teresa Ciabatti, Matrigna. "Infine, la grande novità: rispetto ai due precedenti, Ciabatti sembra essere stata posseduta seriamente dalla musa. Ha uno stile, Matrigna, una voce assai particolare, un modo di parlare molto più interessante di quello delle opere precedenti. Non so se il ritorno del rimosso di La più amata abbia sbloccato qualche cosa o abbia catalizzato una qualche maturazione profonda, ma ora negare che Ciabatti sia una scrittrice diventa un’impresa disperata. Non la migliore scrittrice italiana, come farneticava qualcuno nei giorni precedenti la proclamazione del vincente dello Strega, ma una scrittrice degna di nota, quello sì."

Carlo Ginzburg, ovvero lo storico come redentore dei vinti

“Si chiamava Domenico Scandella, detto Menocchio”: con questo incipit dal sapore letterario viene presentato l’eretico mugnaio friulano vissuto nel Cinquecento, processato, torturato e messo al rogo dall’Inquisizione, cui Carlo...

Speciale Stranimondi