7 Aprile, 2020

Tag: Guido Fink

Dal nostro archivio

Scopate boreali

Bergsveinn Birgisson, Risposta a una lettera di Helga. "Gli impeti erotici, per la verità, sembrano esaltare tempi in cui non si temeva di considerare l’invadenza del corpo come qualcosa di contrario alla civiltà. Ne risulta un mondo arcaico di grande impatto, pieno di rischi ma dove le ricchezze femminili e maschili sono ancora saldamente intrecciate alle antiche cadenze della natura. La scrittura di Birgisson vi si adegua, ne trae vantaggio, e rimanda a noi confessioni schiette che consideravamo estinte."

Il più grande Freak Show del mondo

Leslie Fiedler, "Freaks. Miti e immagini dell’io segreto. "Leslie Fiedler è stato il più grande critico outsider della letteratura angloamericana. Egli ha avuto il grande merito di allargare l’orizzonte della critica letteraria, integrandola con un’analisi di quei prodotti della cultura popolare che sono i film e i fumetti, e inaugurando con decenni di anticipo il filone dei Cultural Studies. "

Sul perché non andrò al cinema a vedere It

riflette Paolo Simonetti "Ed è per questo che non andrò a vedere il film di It in uscita nelle sale (che già apprendo avrà un sequel): perché It è il grande romanzo sulla lettura dei romanzi, è qualcosa di irrappresentabile se non nella nostra mente, come le vicende e i personaggi mentre leggiamo."

Maledetti Appalachi…

Brian Panowitch, Bull Mountain. "Panowich ha studiato la tradizione letteraria del Sud americano con attenzione, e si vede. La montagna immaginaria che dà il nome al romanzo è parte della catena degli Appalachi, un territorio che, come ha scritto Henry D. Shapiro in Appalachia on Our Mind, ha sempre avuto i contorni di una terra incognita per gli Stati Uniti."

Ecco come sappiamo d’essere vivi: sbagliando

Marco Missiroli, Fedeltà. "I rapporti vorrebbero un governo emotivo temperante, privo di artifici, fatto di incastri lucidi e avveduti, ma troppo spesso questo non accade. L’autore lo mostra con parole esatte, come in una danza a cui tutti partecipano ma nessuno diventa primo ballerino. Non vi sono gerarchie, ovunque soffia il sistema perfetto di una felicità creativa che coglie in volo anime in fuga con i loro errori compiuti nei fasti della realtà".

Speciale Stranimondi

ajax-loader