28 Marzo, 2020

Tag: #MeToo

Dal nostro archivio

Quando le parole vanno oltre

Ivano Porpora, Nudi come siamo stati. "Ma il personaggio che difficilmente vi uscirà dalla testa, e che può darsi possa spingere anche voi a porvi “la” domanda della vostra vita, è Arsène, il pittore francese di fama internazionale da cui Severo si reca a prendere lezioni. Lezioni che mai una sola volta tendono a imitare il concetto accademico di “lezione”, giammai: Arsène dipinge oltre."

Come erano

Raffaele La Capria, Ai dolci amici addio. "Ogni ritratto raccolto in Ai dolci amici addio viene collocato nella sua giusta durata, per questo al di là dei momenti di forte emozione si colgono le vivacità degli anni attraversati, e tutta la ricchezza di un’Italia novecentesca dove la modernità stava nella perfetta aria del tempo, che allora era ben altro degli attuali sciamanti processi del digitale."

L’ombra della democrazia

Daniele Giglioli, All'ordine del giorno è il terrore. "Con gli acuminati strumenti della comparatistica prende in esame la figura del terrorista in un’ampia schiera di scrittori anche molto lontani tra loro nel tempo, nell’etica e nella lingua, mostrando come il mondo letterario abbia in genere detronizzato tale figura, rappresentandola non come eroe tragico, o una sorta di superuomo, bensì come un individuo goffo, inadatto, fragile, non di rado ridicolo."

Scheletro nell’armadio

András Forgách, Gli atti di mia madre. "Forgách per più di un anno frequenta gli archivi col cuore e il pianto in gola per la scoperta e per il mondo oscuro che emerge dai rapporti fin lì secretati e che invadono come una marea la vita fin lì vissuta. Sua madre è morta nel 1985, non può più parlarle e confrontarsi con lei, cercando di analizzare la parola 'tradimento'."

Parola d’ordine: equilibrio

Leo Ortolani, Cinzia. "Come Cinzia, del resto. I lettori di Rat-Man, fortunatissima serie a fumetti che Ortolani ha scritto e sceneggiato dal 1989 e chiuso nei recenti anni, la conoscono già molto bene. Un corpo da sogno, una donna perfetta, non fosse per quei trenta centimetri in più che prepotenti le ricordano (allo specchio e ovunque) il motivo per cui tanta, troppa la gente la guarda nel modo in cui si guarda ciò che non si desidera vedere."

Speciale Stranimondi