Giorgio Parisi / Comprensione della realtà e intelligenza artificiale

Giorgio Parisi, Le simmetrie nascoste, Rizzoli, pp. 297, euro 19,00 stampa, euro 11,99 epub

Fisica e etica. Sembra di essere tornati ai tempi di Alamagordo, quando gli scienziati del primo Novecento, quelli che cambiarono per sempre la visione dell’universo e di come riusciamo a farcene un’idea, s’interrogavano sullo sfruttamento dell’energia atomica a scopi bellici – e sappiamo fin troppo bene com’era andata. E sappiamo come sta andando oggi, in ambito di intelligenza artificiale, nel caos in cui sta sprofondando l’umanità guidata da governi sempre più totalitari e sbeffeggianti i diritti (definiti fino a ieri) “universali”.

Paul Dirac, uno dei grandi scienziati del XX secolo, aveva la ferma speranza di assistere all’arrivo di ulteriori Einstein e Heisenberg. Oggi il futuro raggiunto è diverso da quel che si immaginava. Ma grande è il movimento negli abissi speculativi della fisica attuale. Il libro di Giorgio Parisi è importante perché in ogni sua pagina, oltre a spiegare concetti difficili con una bella scrittura, analizza lo sviluppo e la gestione delle reti neurali sotto la lente dei problemi etici e pratici che riguardano l’avvento dell’intelligenza artificiale. Già oggi le menti migliori si confrontano col rischio concreto dei monopoli e ne indicano i rischi verso cui sta correndo il nostro futuro. Il funzionamento dei sistemi è al centro di questo studio, Parisi indaga a fondo gli stati di equilibrio e l’alternanza di complessità che quasi sempre in certi momenti compromette e danneggia il sistema. Sono tanti i problemi che l’IA pone ai fisici, e non sarà semplice risolverli. Il nostro premio Nobel ne è certo: avremo a che fare con domande che non si sanno ancora formulare.

Le simmetrie nascoste utilizza gran parte delle sue pagine per spiegare i fenomeni complessi, parte da un universo composto da gas omogeneo con la stessa temperatura in ogni sua zona: niente di più monotono e uniforme, niente stelle e galassie, niente vita. Ma l’universo in cui stiamo per fortuna non è così. Non c’è omogeneità nella materia, e i fenomeni emergenti li possiamo vedere a partire da noi stessi. La fisica di cui si parla è quella dei sistemi complessi, e per Parisi “la complessità è l’essenza della vita”. Grande sviluppo della fisica c’è stato quando sono apparse descrizioni di equilibri multipli. E la statistica applicata alla termodinamica ha permesso nuove speculazioni sulla questione del Tempo. Rinfrescarsi le nostre nozioni, quelle imparate nelle aule scolastiche, alla luce del pensiero odierno su meccanica quantistica, richiede un certo sforzo, ma scienziati come Parisi (e Rovelli, Smolin, Feynman) senza dubbio ripagano ampiamente l’impegno richiesto.

Il fine ultimo del fisico è dare spazio al nostro sentimento per mezzo di una vera e propria lezione etica sulle responsabilità che devono essere messe in campo quando ci troviamo di fronte all’intelligenza artificiale. I cittadini devono sapere come funziona, e la competizione tra le grandi potenze, governative e private, non può che generare inquietudine. Parisi lo scrive e dice ripetutamente: questo è un vaso di Pandora che se non regolamentato può mostrarci il volto più terribile della tecnologia: un mondo in cui l’IA decida cosa far passare di informazione e cosa no, è almeno “terrificante”. Se già ora abbiamo superato abbondantemente la distopia di 1984, l’attuale evoluzione politica (o meglio, “involuzione”) non dà molte speranze, e le nuove armi belliche non contengono di certo nei loro chip le positroniche leggi asimoviane. Parisi spiega ai propri lettori e alla comunità mondiale: «abbiamo costruito le reti neurali profonde, funzionano ma non abbiamo capito bene come predire analiticamente il loro comportamento: dobbiamo ancora costruire una teoria». La preoccupazione sua – e nostra – riguarda quello che succede oggi, e domani, non il gestire previsioni di un futuro lontano.