I libri dell’anno secondo noi

LETTERATURA. Occupazione degli oziosi.

Gustave Flaubert, Dizionario dei luoghi comuni, 1850

Walter Catalano

e Guy Debord, Il gioco della guerra, Giometti e Antonello

Non è un romanzo e neppure un saggio. È Kriegspiel, il gioco basato sulle concezioni strategiche e tattiche del Vom Kriege di Von Clausewitz, war-game inventato da Guy Debord, il principale esponente dell’Internazionale Situazionista, e qui giocato con la moglie, Alice Becker-Ho e riportato integralmente nel volume con diagrammi, regole, pedine e la mappa–scacchiere di 500 caselle.

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Giuseppe Costigliola

Luciano Canfora, Il sovversivo. e il comunismo italiano, Laterza

Un libro imperdibile per chi ama la storia e la verità

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Roberto De Robertis

, Il taglio, 66thand2nd

Viaggio amaro nelle ragioni profonde, umane, storiche e di classe, della Brexit: lacerante e commovente.

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Laura Fedigatti

L’amico fedele, Garzanti

Una scrittrice e un cane ereditato dal suo vecchio professore e mentore, morto suicida, in un romanzo malinconico, tenero, divertente, che racconta la storia di una grande amicizia.

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Domenico Gallo

Arkadij e , La chiocciola sel pendio, Carbonio Editore

Per chi ha amato e letto la fantascienza sovietica, un libro dei fratelli Strugackij è un evento da non perdere. Soprattutto per chi lesse Il direttorato su Urania, e che oggi trova in nuova traduzione direttamente dal russo con il titolo più corretto de La chiocciola del pendio. Ogni romanzo degli Strugackij sa affrontare il mistero dalla soglia della razionalità senza perdere neppure un atomo di fascino.

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Elio Grasso

Roberto Carifi, Amorosa sempre. Poesie 1980-2018, La nave di Teseo

Perché, alla fine, leggendo Roberto Carifi, nessuno di noi resta indifeso di
fronte al mondo.

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Michele Guerra

, La giraffa in sala d’attesa, Bottega Errante Edizioni

Per quanti di noi vivono sulla frontiera orientale, rappresenta un punto di arrivo e di partenza. Come il nastro magnetico delle cassette musicali vintage, questo romanzo ci ricorda che nel nostro presente non è quasi possibile registrare le proprie memorie senza che esse divengano un sublime coacervo di intermezzi, fruscii, stacchi, voci, frammenti dissonanti. Che nella nostalgia di un tempo pur irrecuperabile, conservano ancora l’antica rabbia di quando le considerammo kitsch per la prima volta.

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Daniela Maddalena

, Frattura e Il viaggiatore del secolo, Einaudi

Non è un libro ma uno scrittore, Andrés Neuman, che nel 2019 ha pubblicato – per Einaudi – Frattura e Il viaggiatore del secolo. Libri-trappola. Si viene catturati e non se ne esce. Maestosi e delicati. I temi sono intimi e universali, la lingua è magistrale. Finito di leggere, si riprende dall’inizio. Non posso sceglierne uno dei due. Per cominciare, Il viaggiatore del secolo.

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Fabio Malagnini

Ted Chiang, Respiro, Frassinelli

La scrittura di Chiang interroga la dimensione umana farsi più umana attraverso la tecnologia. Con questa seconda raccolta – e arriviamo a 17 racconti in 30 anni – torna lo scrittore occasionale diventato indispensabile.

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Valentina Marcoli

, Gli scomparsi di Chiardiluna. L’Attraversaspecchi. Vol. 2,

Terre galleggianti, lotte per il potere, intrighi, un libro misterioso e una “lettrice” di oggetti. Quando la poesia diventa romanzo.

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Elisabetta Michielin

, Trilogia della città di Parigi, Bompiani

Esodi e lotte di classe in Francia nel nuovo millennio

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Marco Petrelli

Jesmyn Ward, Canta, spirito, canta, NN Editore

Una storia spietata e commovente sui fantasmi del razzismo americano e sul riscatto degli ultimi.

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Franco Ricciardiello

, La vita bugiarda degli altri, Edizioni e/o

Una della voci più belle della letteratura italiana contemporanea, che racconta una metafora dell’Italia di oggi affascinata da un’attrazione nichilista per la crudeltà.

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Ombretta Romei

, Magnifici perdenti, Bollati Boringhieri

Un esordio folgorante e coraggioso. Uno dei rarissimi romanzi sul ciclismo scritto in stato di grazia e con la stoffa dei campioni.

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Roberto Sturm

Giampaolo Simi, I giorni del giudizio, Sellerio

Perché anche gli scrittori italiani – anche se pochi – sanno scrivere.