20 Giugno, 2021

Libro cerca casa: disperatamente

EDITORIA & LAVORO CULTURALE / il mestiere di esordire / 3

Fino a metà degli anni Novanta del secolo scorso quella dell’agente letterario era una figura professionale relativamente poco diffusa nel nostro paese: ombra leggendaria e di colore marcatamente anglosassone. Le agenzie erano poche, molto blasonate: rappresentavano soprattutto scrittori di grosso calibro, trattavano interessi di autori stranieri anche più famosi. Negli ultimi due decenni gli agenti si sono moltiplicati sull’onda di un mercato sempre più favorevole a pubblicare titoli italiani. Va da sé: più titoli, più autori disposti a cedere una percentuale dei propri introiti pur di essere tutelati in fase contrattuale, levandosi peraltro dalle spalle la fatica di cercare casa ai propri scritti. L’agente cerca casa; lo scrittore scrive. Rilassante

Prima conseguenza: gli scrittori tutelati da agenzia hanno la sicurezza di arrivare in qualche modo presso le case editrici, ma crescendo il volume delle proposte, presto, il canale di comunicazione si satura, il che porta alla seconda conseguenza: gli autori sprovvisti di contatti, trovando il canale intasato, si rivolgono, a loro volta, agli agenti letterari, nella speranza di arrivare alle case editrici: un gioco di vasi comunicanti in cui la materia liquida della scrittura inizia a tracimare. Anzi è già tracimata. Alle agenzie infatti arrivano molti dei testi che non hanno trovato destino nelle ‘casella proposte’ delle case editrici: testi di esordienti perlopiù che iniziano a esondare da un sistema che non ha le forze materiali per valutarli. Terza conseguenza: le agenzie che prima facevano scouting tra gli esordienti decidono di offrire loro servizi a pagamento.

E qui è bene periodizzare; se fino a una decina di anni fa (grossomodo) le agenzie facevano scouting gratuitamente tra esordienti, oggi la maggior parte di esse offre schede di valutazione e\o editing professionali, a cifre variabili. Per dare un’idea si va dai cento euro per un editing light ai cinquecento euro per una scheda di valutazione dettagliata che includa punti di forza, debolezze del testo in questione e consigli per raddrizzarlo.  Queste le cifre che si reperiscono in rete, altri agenti offrono delucidazioni sulle tariffe solo via mail.  I sopracitati servizi, va sottolineato, non equivalgono a un preliminare amoroso in vista di un fidanzamento, ma è innegabile che un autore esordiente si accosti ad essi con la speranza di essere notato e scelto (preso in carico) dall’agenzia, evento che in realtà si verifica raramente. Nei forum per scrittori il parere non è unanime: c’è chi, pur deluso, ritiene di dover fare tesoro dei consigli acquistati; chi ritiene si tratti di una pratica del tutto cinica.

Tanto vale chiederlo a un rappresentante della categoria Luca Pantanetti, titolare di un’Agenzia di rappresentanza editoriale.


La pratica diffusa tra le agenzie di offrire servizi a pagamento agli esordienti senza prenderseli in carico: non credi possa essere letta dagli scrittori e non solo, come un’operazione piuttosto cinica?

Fino a metà del 2020 eravamo riusciti a tener fede alla nostra linea di valutare gratuitamente le autocandidature. Poi però il lavoro di lettura e la mole dei testi erano diventate così pesanti per il nostro piccolo organico che abbiamo introdotto lo strumento della valutazione a pagamento per garantirci una prima scrematura. Come agenzia facciamo scouting attraverso canali specifici, ma se qualche scrittore vuole inviarci spontaneamente il suo testo, deve riconoscere che la valutazione è per noi un lavoro molto impegnativo, dato che oltre al tempo di lettura perdiamo dietro a ogni testo una o due ore aggiuntive per comprenderne a fondo le caratteristiche e dunque anche le potenzialità, e stiliamo delle schede che consegniamo insieme alla nostra risposta. Tuttavia non accettiamo tutto: nella nostra pagina mettiamo subito in chiaro quali sono i generi che trattiamo o quelli cercati in quel momento, ponendo vari paletti su chi non troverebbe alcun beneficio a inviare a noi il suo testo, così da mettere in guardia l’autore e non fargli spendere soldi inutilmente.

Le grandi agenzie, per ragioni svariate, sembra stiano rinunciando, piano piano, all’attività di scouting, forse la parte più avventurosa e stimolante del mestiere. Le grandi (ma anche medie e spesso piccole) case editrici difficilmente riescono anche solo ad affrontare la mole di proposte che arrivano via posta, senza il filtro di un’agenzia. C’è da chiedersi come uno scrittore capace, senza agganci e capitale sociale possa emergere in un sistema tanto chiuso.

Non nego che sia difficile farsi conoscere, ma non è nemmeno semplice essere autori: troppo spesso mi confronto con scrittori che hanno solo voluto scrivere “la storia che hanno in testa”, senza alcuna considerazione per i gusti del pubblico, per non parlare di quelli del mercato. Questo porta a testi che forse lo scrittore si sarà anche divertito a produrre, ma il suo divertimento non può essere una base di valutazione oggettiva e professionale delle potenzialità dell’opera. Noi, come tutte le agenzie, abbiamo una nostra rete di lettori e segnalatori che ci aiutano nello scouting, scovando quegli autori che scegliamo di rappresentare presso gli editori. Lavoriamo tantissimo con gli esordienti, circa il 90% degli autori del nostro catalogo non aveva altre pubblicazioni alle spalle prima di essere rappresentato da noi.

Quali sono i criteri con cui selezionate gli esordienti? Esiste una regola al di là dell’orecchio o del gusto personale?

Sembrerà retorico, ma prima di tutto dobbiamo innamorarci del libro. Ho anche avuto per le mani testi che, con mio grande disappunto, non hanno raggiunto i traguardi sperati, ma che ho promosso solo in virtù del fatto che a me avevano trasmesso qualcosa. Se vogliamo approntare un piccolo vademecum di quello che ci piace, potrebbe sinteticamente recitare così: i personaggi li cerchiamo ben delineati, caratteristici e, nei limiti del possibile, “nuovi”; la scrittura deve essere corretta ed esprimere uno stile originale, ma non necessariamente d’avanguardia; la storia deve avere potenzialità di mercato ed essere godibile e inquadrabile in uno o massimo due generi; il tema del romanzo deve essere coerente col messaggio che l’autore vuole cercare di veicolare: non sto parlando di una morale, ma di una visione del mondo che sia propria dell’autore. Più in generale un autore deve essere sempre più consapevole del mercato in cui si muove e scrivere storie che non si discostino troppo da questo mercato.

Il ‘mercato’ così descritto sembra sempre meno accogliente in termini di originalità e sperimentazione.

In parte è così, esiste però anche una piccola e media editoria di qualità che scommette su voci più originali, ma anche in questo caso lo scrittore non può permettersi di essere naïf, deve conoscere gli editori e il grado di serietà (o almeno saper distinguere tra editoria vera e vanity press/tipografie); conoscere i cataloghi degli editori; individuare l’editore che sia in grado di valorizzare il testo, una volta che sarà pubblicato, e lo sosterrà con iniziative promozionali, o almeno con la cura e la dedizione che merita, il che di solito significa avere un buon ufficio stampa.

Gli addetti stampa, spesso gravati da carichi bestiali, possono assumersi il destino di un libro? Non è chiedere troppo?

Non di tutti i libri del catalogo, forse. Anche in quel caso può diventare, nell’ambito del singolo editore, una scelta promozionale su quale “spingere” di più, ma dipende dalla CE. Oggi gli editori grandi e piccoli cercano comunque autori non indolenti, anzi attivi e vitali, sia nel mondo reale che in quello dei social, per animare costantemente i propri profili aggregando attorno a sé un pubblico “caldo” e pure per macinare chilometri, se necessario, per presentare il libro e partecipare a eventi sul territorio.

Intraprendenza e consapevolezza auto-imprenditoriale, dunque. Riposare sul proprio (presunto) talento non è più consentito (ammesso che lo fosse in passato).

Io sono convinto che il talento troverà sempre la strada per emergere, ma se viene aiutato da una certa capacità di promozione dell’autore emerge prima. Tra un autore convinto che questa sia la sua strada e uno che magari “ci prova”, la differenza è sostanziale e la senti a pelle. Possedere determinazione, senza per questo diventare smargiassi o invadenti, e poi mostrare consapevolezza, correttezza e professionalità, alla lunga paga. E non vale solo in editoria. Mi rendo conto che tutto questo non fa parte dell’orizzonte immaginifico di un autore esordiente, tuttavia è forse ancora l’unico modo per tenersi alla larga da quell’editoria che nasconde solo trappole a pagamento.

Ma il sistema di autopromozione non rischia di diventare uno stimolo al narcisismo anziché no?

Questa è una domanda difficile che esula dal campo strettamente editoriale. Credo che sia in capo a ognuno di noi fare i conti col proprio narcisismo, sia esso nascosto sotto lo zerbino o ipertrofico. Se il mio primo desiderio è quello di apparire o parlare di me stesso, allora forse preferirò diventare una star del web o ambirò a un talent show, piuttosto che a fare lo scrittore. Lo scrittore dovrebbe essere portatore di un messaggio non autoreferenziale, in grado di parlare al lettore attraverso i suoi personaggi e le sue storie. Essere anche bravo a comunicarle agli altri, attraverso i canali oggi a disposizione, diventa un valore aggiunto, ma non l’orizzonte di riferimento: un mezzo, non l’obiettivo, altrimenti non farebbe lo scrittore.

Come agente ti capita di cercare autori nel bacino del self-publishing o in Wattpad?

Poco nel secondo, mentre tengo d’occhio il primo, anche se dopo un’ondata di sincero interesse da parte delle CE verso gli autoprodotti da rilanciare nel mercato “tradizionale”, adesso mi pare che anche questa bolla si sia un po’ esaurita. A parte alcuni casi eclatanti, oggi prevale un po’ la disillusione che un autore self ha già sparato lì tutte le proprie cartucce, e non potrà dare molto di più traslando all’editoria classica con un marchio editoriale. Tra i canali di selezione guardiamo ai premi letterari, ma abbiamo negli anni anche costruito una nostra community di scrittori che si incontra regolarmente per scambiarsi idee, opinioni, stimoli, e sta esprimendo tantissimi nuovi talenti che abbiamo il piacere di portare alla pubblicazione.