Piazza Fontana. Una ricostruzione e quindici domande senza risposta

L’inizio della strategia della tensione

Il 12 Dicembre 1969 tutto era pronto per dare la spallata definitiva al fragile equilibrio democratico del nostro paese. Alcuni ambienti oltranzisti atlantici, con la complicità di ambienti reazionari italiani e di alcuni nostalgici del fascismo, misero in atto un piano per sovvertire l’ordine democratico al fine di preparare il terreno per una svolta autoritaria. Quel 12 dicembre le bombe scoppiarono, fecero delle vittime, ma non riuscirono a produrre quella svolta a destra tanto auspicata da quegli ambienti. Tre giorni dopo l’attentato, le forze civili e democratiche reagirono con una straordinaria mobilitazione generale. Eppure ci fu qualcuno che invece di rispondere con fermezza a questa aggressione alla democrazia, decise di scendere ancora una volta a patti con gli stragisti. Il potere politico di allora decise di non perseguire veramente i veri esecutori e soprattutto i mandanti della strage, a patto che questi abbandonassero le loro velleità di una svolta autoritaria. Ancora oggi ci sono pezzi dello Stato che continuano a trattare con gli stragisti di ieri e di oggi, ancora oggi ci sono forze che tentano di sovvertire la nostra società, di ingenerare sfiducia nella popolazione nei confronti della democrazia, di instillare la convinzione che ci voglia un uomo forte al comando, come se il ventennio fascista non avesse prodotto abbastanza disastri. Per questo è importante ricordare Piazza Fontana, senza alcuna retorica, senza alcun intento celebrativo, anche perché non c’è proprio nulla da festeggiare quando si rievocano quei giorni terribili per il nostro Paese. Abbiamo voluto ricordare alcuni fatti salienti di quell’anno delle bombe, un anno che nel bene e nel male segnò una svolta decisiva nel nostro Paese, riproponendo di seguito alcune domande che alcuni di noi continuano a porre ancora dopo cinquant’anni a coloro che sanno perché hanno indagato e hanno letto le carte dei processi e della Commissione Stragi, a coloro che sapevano perché erano direttamente coinvolti e non hanno parlato. Da molti anni continuiamo a porre queste domande a chi rappresentava le Istituzioni e lo Stato all’epoca, ai responsabili dei Servizi Segreti dell’epoca, senza mai ottenere alcuna risposta. Le domande sono quindici. Assieme a coloro che morirono nella Banca dell’Agricoltura, perse la vita il ferroviere anarchico Pino Pinelli, che morì innocente in circostanze mai chiarite mentre era in stato di fermo presso la Questura di Milano. Continueremo a porre queste e altre domande fino a quando tutti gli aspetti di questa terribile e oscura vicenda non saranno chiariti.

1969: L’Anno delle Stragi

Capodanno 1969. L’anno delle stragi e delle bombe viene inaugurato ufficialmente con un attentato che viene posto in essere da un gruppo di neofascisti di Ascoli Piceno alla mezzanotte del 31 dicembre. Una bomba esplode in prossimità di un ripetitore della RAI sul Colle San Marco che sovrasta la città, provocando un black out nelle trasmissioni locali. La leggenda vuole che i neofascisti, prima di innescare l’ordigno, siano andati a pisciare sopra il monumento ai partigiani caduti che si trova nelle vicinanze. L’esplosione si confonde con i “botti” dei festeggiamenti per la fine dell’anno. All’epoca i neofascisti non si rendevano ancora conto che la televisione e i mezzi di comunicazione di massa sarebbe diventati, in futuro, il loro più grande alleato.

9 aprile. Battipaglia. La polizia spara mentre è in corso uno sciopero generale contro la chiusura del locale tabacchificio. Uccisi un operaio di 19 anni e una giovane maestra che stava assistendo agli scontri affacciata a una finestra. Il Ministro degli Interni giustifica la reazione dei poliziotti attribuendo i tumulti all’esistenza di un “piano preordinato” messo in atto da “provocatori estranei alla città”. Riunione del NOE (Nuovo Ordine Europeo) – organizzazione di estrema destra – a Barcellona.

15 Aprile. Esplode una bomba nello studio del Rettore dell’Università di Padova. Il commissario Juliano della Questura di Padova imbocca subito la pista giusta: a mettere la bomba è stata la cellula nera padovana di Franco Freda, Giovanni Ventura, Marco Pozzan, Massimiliano Fachini. Dunque alcuni mesi prima di Piazza Fontana era già stata individuata la cellula che poi avrebbe messo in atto la Strage del 12 dicembre insieme ad altri ordinovisti veneti, come Franco Maria Maggi e Delfo Zorzi. Ma subito si mette in moto la macchina dello “Stato parallelo” che protegge gli estremisti neri. L’indagine di Juliano verrà ostacolata in tutti i modi; addirittura verrà accusato di aver precostituito le prove per incastrare Fachini. Uno dei testimoni a favore di Juliano, l’ex carabiniere Alberto Muraro, verrà ritrovato morto in fondo al vano delle scale del suo palazzo. Il 24 Luglio, il commissario Juliano viene sospeso dall’incarico e dallo stipendio, e ci vorranno anni e anni di processi perché venga ristabilita la verità dei fatti e venga riammesso in servizio…

25 Aprile. Fallita strage a Milano. Due bombe esplodono all’interno del padiglione FIAT alla Fiera e all’ufficio cambi della stazione ferroviaria di Milano. I neofascisti volevano “festeggiare” degnamente l’anniversario del 25 Aprile. È l’anteprima di Piazza Fontana.

27 aprile. Muore in uno strano incidente stradale il Generale Ciglieri, ex fedelissimo del Generale dei Carabinieri De Lorenzo, poi a capo dello schieramento anti-golpista. Sparisce anche una borsa piena di documenti che Ciglieri portava sempre con sé. Si costituisce una Commissione Parlamentare di Inchiesta sui fatti del Luglio 1964, il tentativo golpista denominato Piano Solo. Il Generale Manes muore per una crisi cardiaca mentre sta per deporre presso la Commissione Parlamentare. Lettera del massone Baccani che rivela che più di 400 ufficiali dell’Esercito sono stati iniziati alla Massoneria in vista di un colpo di stato con conseguente “governo dei colonnelli” sul modello della Grecia. Ordine Nuovo rientra nel MSI, ma Clemente Graziani si rifiuta di rientrare e fonda il Movimento Politico Ordine Nuovo (MPON), che “firmerà” con i suoi volantini di rivendicazione diversi attentati. Di particolare interesse è un documento pubblicato sul Quaderno n. 1 di Ordine Nuovo, dal titolo “La guerra rivoluzionaria”, a firma dello stesso Graziani, in cui si tracciano le linee generali della Strategia della Tensione:

“Per la conquista totale delle masse la dottrina della guerra rivoluzionaria prevede, oltre che il ricorso all’azione psicologica, il ricorso a forme di terrorismo spietato e indiscriminato (…) Si tratta, cioè, di condizionare le folle non solo attraverso la propaganda ma anche agendo sul principale riflesso innato presente tanto negli animali quanto nella psiche di una grande massa: la paura, il terrore, l’istinto di conservazione. (…) Occorre determinare tra le masse un senso di impotenza, un senso di acquiescenza assoluta in rapporto all’ineluttabile destino di vittoria della frazione rivoluzionaria. Inoltre, il terrorismo su larga scala attuato tra le fila delle forze incaricate della repressione del movimento rivoluzionario genera sempre disagio, stanchezza, insicurezza, determinando così condizioni favorevoli alla propaganda disfattista. Una attività terroristica di questo genere tende anche a esasperare l’avversario per costringerlo ad azioni di rappresaglia sempre odiose e impopolari, anche se giuste, e che, pertanto, alienano il favore e la simpatia di larghi strati della popolazione (…) Abbiamo accennato al terrorismo indiscriminato e questo concetto implica, ovviamente, la possibilità di uccidere, o far uccidere, vecchi donne e bambini. (…) Queste forme di intimidazione terroristica sono, oggi, non solo ritenute valide, ma, a volte, assolutamente necessarie per il conseguimento di un determinato obiettivo.”

8-9 agosto. Dieci attentati avvengono su diversi treni in diverse città d’Italia. Danni ingenti e alcuni feriti, ma nessun morto. Le bombe sono opera dei neofascisti, ma la responsabilità viene fatta ricadere sugli anarchici. Dalle inchieste svolte negli anni successivi risulterà che gli attentati sui treni sono stati organizzati dai neofascisti veneti. Delle ben dieci bombe innescate e collocate su altrettanti treni, otto esplodono e due risultano difettose. Nascono Lotta Continua (Sofri, Boato, Rostagno, Viale), Potere Operaio (Negri, Scalzone, Piperno) e il Collettivo Politico Metropolitano (Curcio, Franceschini), primo embrione delle future Brigate Rosse. Convegno presso il pensionato Stella Maris di Chiavari del Collettivo Politico Metropolitano, in cui comincia a prendere forma l’idea di passare alla lotta armata. Secondo altri, invece, la scelta di passare alla lotta armata venne fatta nel corso del convegno che si svolse a Pecorile, sugli Appennini nei pressi di Reggio Emilia, nella settimana dal 4 al 9 Agosto. Al convegno di Pecorile alla fine risulterà vincente la linea di Renato Curcio.

4 ottobre. Mancata strage alla Scuola slovena di Trieste, mentre il Presidente della Repubblica italiano si trova in visita ufficiale in Jugoslavia. Per fortuna la bomba, contenente sei chili di esplosivo ad alto potenziale, non esplode per il malfunzionamento di una pila. Tra i sospettati c’è il neofascista Delfo Zorzi, che molti anni dopo verrà accusato di aver materialmente collocato l’ordigno nella sede della Banca dell’Agricoltura a Piazza Fontana a Milano.

6 Ottobre. Esplosione di una bomba al confine tra l’Italia e la Jugoslavia, a Gorizia.

24 ottobre. Primo arresto per Pierluigi Concutelli, capo militare del MPON.

10 Dicembre. Strage di Viale Lazio. Bernardo Provenzano, già latitante da sei anni, partecipa all’agguato contro il capomafia dell’Acquasanta Michele Cavataio, in Viale Lazio a Palermo negli uffici del costruttore Moncada. A guidare il commando di Cosa Nostra c’è Totò Riina, che però non partecipa direttamente all’azione. Durante il conflitto a fuoco, Provenzano rimane ferito alla mano ma riesce lo stesso a sparare: Cavataio cade ferito a terra e cerca di reagire, ma ha oramai finito le munizioni. Provenzano, con grande sangue freddo, gli si avvicina e gli fracassa il cranio con il calcio della pistola, sparando poi alcuni colpi di grazia. Il bilancio finale è di cinque morti.

12 dicembre. Strage di Piazza Fontana a Milano. Una bomba ad alto potenziale esplode all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura: 17 morti e 91 feriti. Un’altra bomba viene ritrovata inesplosa all’interno della sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in Piazza della Scala. L’ordigno inesploso verrà fatto esplodere dagli artificieri, distruggendo in questo modo dei preziosissimi elementi utili per le indagini. Quasi contemporaneamente a Roma vengono fatti esplodere tre ordigni: a Piazza Venezia, nei pressi del Museo del Risorgimento, all’Altare della Patria e alla Banca Nazionale del Lavoro. Gli inquirenti imboccano subito la pista anarchica.

15 Dicembre. Vene arrestato Pietro Valpreda, anarchico, con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’attentato. I giornali sbattono subito il “Mostro Valpreda” in prima pagina. È solo l’inizio di un clamoroso caso giudiziario, che vedrà alla fine Valpreda assolto da ogni accusa. Un altro anarchico, il ferroviere Giuseppe “Pino” Pinelli, sospettato ingiustamente di essere uno degli attentatori, muore per una caduta “accidentale” da una finestra della Questura di Milano dopo tre giorni di fermo e di interrogatorio. Pinelli può a tutti gli effetti essere considerato la diciottesima vittima della Strage di Piazza Fontana. Della morte di Pinelli verrà accusato il Commissario Luigi Calabresi, che però secondo alcune testimonianze non era presente nella stanza al momento della “caduta” di Pinelli. Inizia la campagna del settimanale Lotta Continua che chiede ragione della morte di Giuseppe Pinelli e accusa il commissario Calabresi. Appresa la notizia della strage, l’avvocato Vittorio Ambrosini viene colto da un malore. La sera di mercoledì 10 Dicembre, infatti, Ambrosini aveva partecipato a una riunione a Roma in cui, alla presenza di un deputato del MSI, era stato deciso di “andare a Milano e buttare per aria tutto”. Subito dopo la riunione, un emissario dei neofascisti era partito per Milano con una grossa somma di denaro. Ambrosini verrà ritrovato morto dopo un volo dal settimo piano del Policlinico Gemelli dove era stato ricoverato, il 20 Ottobre 1971. Ambrosini aveva preannunciato al ministro Restivo, suo amico, clamorose rivelazioni sulla strage di Piazza Fontana. Nei giorni successivi al suo strano suicidio, qualcuno fa sparire dallo studio di Ambrosini un fascicolo di documenti che avrebbero dovuto essere resi pubblici dopo la sua morte.

25 Dicembre. La mattina di quel Natale insanguinato dalle stragi, Armando Calzolari, un ex marò della Decima MAS, tesoriere del Fronte Nazionale del principe Borghese, scompare a Roma. Il suo corpo verrà ritrovato il 28 gennaio, in un pozzo poco distante da casa sua. Secondo le risultanze delle indagini, l’ex marinaio Calzolari sarebbe annegato in un pozzo in cui il livello dell’acqua era di un metro e 40 centimetri… verrà fuori dalle indagini che Calzolari aveva partecipato il 19 Novembre a una riunione riservata di neofascisti dalla quale era uscito sconvolto.

Fra il 1969 e il 1970 la CIA vara il cosiddetto “Progetto 2”, un’operazione che prevede l’utilizzo di agenti per penetrare e indirizzare la sinistra “maoista”. Il piano era stato ideato e congegnato nell’ambito dell’Operazione Chaos (1967 – 1975) che contemplava l’infiltrazione nei gruppi della contestazione giovanile e studentesca (maoisti, trozkisti, castristi, anarchici, marxisti-leninisti) a scopo informativo e di provocazione. Ogni mezzo per mantenere vivo il “pericolo rosso” era lecito. All’inizio l’Operazione Chaos, diretta da James Jesus Angleton, restringeva il campo al solo territorio degli USA; successivamente vennero inviati agenti in Gran Bretagna, in Germania, in Francia, in Spagna e, naturalmente, in Italia. Dapprima la CIA si affidò probabilmente a elementi mercenari o dell’estrema destra, stabilendo contatti con l’Aginter Press di Yves Guerin-Serac che già si stava attivando per inserirsi fra i “maoisti”.
La fonte (in italiano) che testimonia un’attività da parte degli Stati Uniti nella realizzazione dell’Operazione Chaos in Italia è il rapporto del ROS intitolato “Annotazione sulle attività di guerra psicologica e non ortodossa,(psychological and low density warfare) compiute in Italia tra il 1969 e il 1974 attraverso l’AGINTER PRESSE”. In questo documento vengono ipotizzate relazioni tra l’Operazione Chaos e le attività dell’Aginter Press e vengono fornite evidenze riguardanti la relazione tra l’Aginter Press e il gruppo estremista Ordine Nuovo.

Le vittime della Strage di Piazza Fontana

Giovanni Arnoldi
Giulio China
Eugenio Corsini
Pietro Dendena
Carlo Gaiani
Calogero Galatioto
Carlo Garavaglia
Paolo Gerli
Luigi Meloni
Vittorio Mocchi
Gerolamo Papetti
Mario Pasi
Carlo Perego
Oreste Sangalli
Angelo Scaglia
Carlo Silva
Attilio Valè

Quindici domande sulle stragi

  1. La prima vera strage compiuta nel Dopoguerra fu la strage di Portella delle Ginestre, a opera della banda di Salvatore Giuliano. Si può far risalire a questa strage il progetto politico di contenimento delle sinistre, e in particolare dei comunisti, che sarà poi portato avanti con la Strategia della tensione? Quale fu il ruolo degli Stati Uniti, della massoneria e del principe Alliata di Montereale in questa prima strage?
  2. Ogni strage ha la sua firma particolare. Ci riferiamo all’esplosivo utilizzato: tritolo, c4, gelignite, termite, armatolo, semtex. Quali sono i vari tipi di esplosivo che sono stati utilizzati per le stragi? Esistono delle affinità tra le varie stragi da questo punto di vista?
  3. Quale ruolo ha avuto nella strategia della tensione l’agente dell’OSS e poi della CIA James Jesus Angleton? Quali sono stati gli esperimenti sociali condotti dalla CIA nell’ambito dell’Operazione Chaos?
  4. C’è stata una infiltrazione dell’area dell’estrema destra da parte dei Servizi segreti e da parte del famigerato Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno (UAAR) di Federico Umberto D’amato, oppure c’è stata una reciproca strumentalizzazione tra Servizi e neofascisti, come ha scritto Aldo Giannuli in Storia di Ordine Nuovo? È vero che molti dirigenti di Ordine Nuovo erano a libro paga dei Servizi?
  5. È esistita veramente un’Internazionale nera? Fino a quando questa Internazionale nera ha operato in Europa e in Sudamerica come una vera e propria organizzazione? Esiste ancora? Quali erano i rapporti con l’Organizzazione Odessa di Otto Skorzeni, con Jeune Europe e con l’OAS francese? Che fine ha fatto Yves Guerin-Serac dell’Aginter Presse? È morto oppure è ancora vivo?
  6. È noto che il neofascista milanese Giancarlo Esposti fosse molto amico di Gianni Nardi, il “bombardiere nero” originario di Ascoli Piceno, e si è anche detto che Nardi fu uno degli ultimi a incontrare Esposti da vivo, o addirittura che Esposti si scagliò contro le forze dell’ordine per proteggere e coprire la fuga di Gianni Nardi che era con lui all’accampamento di Pian del Rascino il 30 maggio del 1974. Che cosa è emerso dalle indagini sullo stragismo a proposito di Nardi e dei suoi contatti con il gruppo milanese di Giancarlo Esposti e con il gruppo di Ascoli Piceno, sua città natale?
  7. La vicenda dell’arsenale di Camerino (10/11/1972) è una vicenda emblematica di ingerenza di apparati deviati dello stato nelle indagini e di veri e propri depistaggi. Il giudice Guido Salvini ha scritto in una sentenza che la vicenda dell’arsenale di Camerino rappresentò un vero e proprio salto di qualità della Strategia della tensione. Quale fu il ruolo dei Servizi e del giornalista Guido Paglia in questa vicenda?
  8. Quale fu il ruolo del famoso colonnello Amos Spiazzi di Verona, che ritroviamo coinvolto negli attentati in Alto-Adige fin dagli anni Sessanta e in diversi progetti di colpo di stato, a partire da quello del Golpe Borghese del 1970? Quali rapporti aveva Spiazzi con Junio Valerio Borghese, con il gruppo di ON e con Pino Rauti? Era coinvolto anche nel tentativo di golpe del 1974?
  9. A un certo punto del libro Storia di Ordine Nuovo di Aldo Giannuli ed Elia Rosati si parla di Ordine Nuovo come di una “camera di compensazione” in cui le varie forze eversive trovavano un proprio raccordo. Che cosa si intende per camera di compensazione?
  10. Il punto di svolta nella teorizzazione della Strategia della tensione fu il famoso convegno organizzato presso l’hotel Parco dei Principi di Roma (3-5 maggio 1965) dal famigerato Istituto Alberto Pollio. È vero che dietro l’Istituto Pollio c’era una regia inglese, come ha scritto Giovanni Fasanella nel suo ultimo libro su Aldo Moro?
  11. Quale fu il ruolo dell’UAAR, l’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno diretto da Federico Umberto D’amato? Dato che D’Amato faceva parte anche del club di Berna, si può ipotizzare che ci sia stata una regia internazionale dell’Operazione Chaos, cioè il programma di infiltrazione dei gruppi di estrema sinistra in Europa? È vero che la CIA nel 1975 condusse un vero e proprio esperimento di ingegneria sociale in alcune città di provincia in Italia, facendo nascere alcuni gruppuscoli della sinistra extra-parlamentare?
  12. Quando Pino Rauti diventò onorevole del MSI ci fu la scissione di Ordine Nuovo e si formò il MPON, il Movimento Politico Ordine Nuovo di Clemente Graziani. Quali furono le conseguenze di questa scissione? È vero che si accentuò l’aspetto terroristico dell’organizzazione? Quale fu il ruolo di Pierluigi Concutelli in questa nuova fase?
  13. A un certo punto si passa a Ordine Nero, un nuovo gruppo politico nato dalle ceneri di Ordine Nuovo, che diede subito l’impressione di essere stato costruito a tavolino dai Servizi segreti. Che cosa cambiò nella Strategia della tensione nel passaggio da Ordine Nuovo a Ordine Nero?
  14. È vero che alla fine della Seconda guerra mondiale si formò una specie di direttorio composto da quattro nazioni, tre nazioni che avevano vinto la guerra, Stati Uniti, Inghilterra e Francia, cui si aggiunse una quarta nazione che invece la guerra l’aveva persa, cioè la Germania? È vero che questo direttorio svolse un ruolo determinante nel condizionare la politica italiana, e che ebbe un ruolo fondamentale anche nella gestione del Caso Moro, durante il quale l’Italia fu, per così dire, commissariata?
  15. Esiste un documento specifico agli atti della Commissione stragi, in cui si dichiara nero su bianco che l’Italia era e doveva rimanere un paese a sovranità limitata? Qual è la verità storica e processuale che è emersa dalle indagini condotte dalla magistratura sulle stragi in tutti questi anni?

Bibliografia sulle Stragi

Vi proponiamo di seguito un centinaio di libri che è necessario leggere se ci si vuole addentrare nei misteri della “Madre di tutte le Stragi” e dell’intera stagione stragista, da Portella della Ginestra fino alla strage alla stazione di Bologna.

Segnaliamo in particolare due titoli che sono molto utili per un primo approccio alla storia dello stragismo in Italia: Il bel volume a fumetti che BeccoGiallo ha dedicato alla Strage di Piazza Fontana, a opera di Francesco Barilli e di Mattia Fenoglio, basato su una ricca ricostruzione storica e sulla documentazione processuale, e l’opera di Aldo Giannuli, La strategia della tensione, che è molto utile per comprendere il contesto storico nel quale è maturato lo stragismo in Italia.

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