Da decenni ormai Elèuthera persegue, con rigore e lucidità, il suo progetto culturale libertario pubblicando saggi e studi recenti, come classici storici e fondamentali, del pensiero anarchico. A questa seconda categoria appartiene l’appassionante autobiografia di uno dei personaggi più rilevanti, sul piano della speculazione teorica come su quello della militanza politica, dell’anarco-comunismo: Pëtr Alecseevic Kropotkin (1842-1921). Aristocratico russo, scienziato e geografo, darwiniano convinto, rivoluzionario tra i padri fondatori dell’anarchismo classico, Kropotkin, scrive le proprie memorie nel corso di quasi un quarto di secolo, tra il 1898 e il 1921, in tre lingue, russo, inglese e francese. Avevano sempre circolato edizioni incomplete e diverse dell’opera e c’era finalmente bisogno di un’edizione definitiva come quella appena pubblicata che attinge, con qualche incursione nelle edizioni francese e russa, a quella americana curata dallo storico inglese Nicolas Walter e pubblicata nel 1971, presentata in una nuova, ottima traduzione di Elena Cantoni. Larghe parti del testo erano apparse a puntate su “Atlantic Monthly” negli ultimissimi anni dell’Ottocento e il volume era apparso in diverse edizioni dalla lunghezza e dal titolo diversi, come Auto-Biography of a Revolutionist, Autour d’une vie, e infine Mémoires d’un rèvolutionnaire.
In questa edizione di Elèuthera è stata aggiunta alle cinque parti classiche – Infanzia; Il corpo dei paggi; La Siberia; San Pietroburgo, Primo viaggio in Europa occidentale; La fortezza, La fuga – anche una sesta parte, dedicata all’Europa occidentale, inedita in italiano e scritta al ritorno di Kropotkin in Russia nel 1917, dopo la presa di potere dei bolscevichi, e pubblicata solo nell’edizione postuma delle Memorie del 1929, in cui le critiche al marxismo e alla socialdemocrazia tedesca sono più forti e caustiche e il leninismo viene definito “la tomba della rivoluzione”. A corredo del libro, dimostrando l’impegno e la serietà con cui Elèuthera ha affrontato il recupero di questo importante testo, sono stati inseriti nel sito www.eleuthera.it numerosi materiali di approfondimento, in italiano e in inglese, che comprendono le prefazioni delle principali edizioni passate, includendo quella dello stesso Kropotkin, oltre a quelle di storici e teorici dell’anarchismo come Colin Ward, George Woodcock, Nicolas Walter e altri.
Di lettura estremamente godibile le memorie di Kropotkin attraversano le molteplici e multiformi esperienze di una vita avventurosa e straordinaria: la descrizione di un’infanzia privilegiata ma funestata dalla precoce scomparsa della madre, la pietà e la simpatia per i servi della gleba che fin da piccolo Pëtr difende e protegge, la vita nel collegio militare dove il ragazzo si appresta a entrare nell’élite dei figli dei nobili destinati alla cerchia più stretta della corte imperiale, la passione per la fisica e le scienze naturali, il primo contatto con le idee sovversive dell’esule Herzen che lo spingono ad intraprendere l’attività giornalistica su un giornale rivoluzionario intorno al 1860, la vita a corte come sergente del corpo dei paggi e la severa osservazione privata e ravvicinata degli imperatori Alessandro II e Alessandro III, la partenza per la Siberia e la descrizione dell’immenso paese, la solidarietà di molti russi come lui per l’insurrezione polacca del 1863 con molti ufficiali che rifiutano di marciare contro i polacchi e dalla Siberia partono per unirsi ai rivoltosi, la delusione delle speranze di cambiamento dopo il decreto di emancipazione dei servi e la successiva deriva reazionaria, le avventurose esplorazioni su chiatte lungo il corso dell’Amur per 3200 km, la spedizione in Manciuria camuffato da mercante, l’abbandono per sempre della carriera militare insieme al fratello Aleksandr dopo il loro rifiuto di partecipare alla repressione dei rivoltosi polacchi, la carriera presso la Società Geografica e il progetto fallito di una spedizione artica.
Ma non mancano ovviamente, oltre le avventure e gli aneddoti, le considerazioni di ordine storico, politico e sociale. Per esempio sulla condizione femminile: «Quello femminile fu senz’altro un movimento grandioso, strabiliante per il successo ottenuto e massimamente istruttivo. Conseguì i suoi traguardi soprattutto in virtù della sconfinata dedizione di una massa di donne di ogni strato sociale. […] In breve, le donne si accollarono qualsiasi incarico, a prescindere da quanto infimo fosse sulla scala sociale […] Hanno conquistato i loro diritti nel senso più pieno della parola […] Le leader delle origini non recisero mai i legami con le consorelle più giovani, sebbene queste avessero ideali progressisti ben più audaci delle decane […] non tagliarono mai i ponti con la nuova generazione di studentesse che invece avevano abbracciato lo stile nichilista, portando i capelli corti, sdegnando le crinoline e manifestando il proprio spirito democratico in ogni gesto». La sua adesione all’Internazionale a Neuchatel dove incontra diversi sopravvissuti della Comune di Parigi rievocando con commozione gli episodi spietati della repressione del 1871: «…persi ogni speranza nel genere umano, e avrei continuato a disperare, se in seguito non avessi trovato nei superstiti di quegli orrori l’assenza di odio, la fiducia nel trionfo ultimo degli ideali, lo sguardo calmo che, al di là della tristezza guardava verso il futuro, e la disponibilità a dimenticare gli incubi del passato…». Il suo giudizio su Bakunin e sul Nichilismo, poi la descrizione del suo arresto, della reclusione in fortezza e della rocambolesca fuga. Infine, il trasferimento in Svizzera, l’incontro con Turgeniev a Parigi, poi l’esilio in Inghilterra e l’elaborazione del suo testo teorico più importante, il Mutuo appoggio come legge di natura. Il tutto accompagnato dal ricco corredo di note di approfondimento curate da Nicolas Walter.
Un libro avvincente e affascinante, che si legge come un romanzo e che offre uno spaccato imprescindibile sulla storia e le società russe e centro-europee della seconda metà dell’Ottocento, oltre che su di una delle personalità più limpide e ammirevoli del pensiero libertario, finalmente – dopo tante pubblicazioni “militanti” ma spesso incomplete o approssimative – in un’edizione rigorosa e integrale e in una traduzione impeccabile.


