27 Febbraio, 2020

Tag: Ali Smith

Dal nostro archivio

L’altra metà del modernismo

Shari Benstock, Donne della Rive Gauche. "Certamente la rivoluzione culturale del primo Novecento passa per una molteplicità di nomi, anche maschili, ma Benstock nel suo saggio ribalta la concezione comune. In ogni capitolo, e soprattutto in ogni paragrafo, la descrizione delle singole esistenze femminili è molto puntigliosa, ma tutto serve (e moltissimo) ad addentrarci in una società in cui i cambiamenti avvengono a ritmi elevati, e non soltanto per la guerra che sconvolge lo stato dell’Europa."

Novità neozelandese

Patricia Grace, Potiki. "Sarebbe una vita tutto sommato serena, non fosse che proprio sulle colline sovrastanti le terre ancestrali dei protagonisti del romanzo arriva uno speculatore piuttosto spregiudicato, per il quale quei contadini e pescatori maori che si frappongono tra lui e l'accesso diretto al mare sono solo un branco di pezzenti da togliersi di torno con un tozzo di pane. "

Dio ne scampi dagli Orsenigo di Vittorio Imbriani

Dio ne scampi dagli Orsenigo di Vittorio Imbriani "Imbriani resta quel che è stato in vita: un cattivo maestro. Per questo è vivamente consigliato ai giovani scrittori quale antidoto all'ufficialità della cosiddetta 'prosa scarna', implicitamente (insopportabilmente) solenne, proprio perché mira, senza pudore, al drammatico. La prosa seriosa di cui parla Celati e di cui troppi scrittori (e lettori) sono tutt'oggi vittime quasi ignare. Dio li scampi dall'ira dell'Imbriani. E dalla sua risata".

La versione dei vietnamericani

Viet Thanh Nguyen, Niente muore mai. "È questo un saggio difficile da riassumere e presentare, tanti sono i discorsi che in esso s’intrecciano in modo del tutto inestricabile. Certo, ci si potrebbe semplificare la vita dicendo che Viet Thanh Nguyen ci parla di come i vietnamiti e il loro paese sono stati rappresentati dagli americani in modo spesso distorto e unilaterale, con Apocalypse Now a fare da bestia nera, superato forse soltanto da Gran Torino, che per Nguyen è un film ingegnoso, originale, compassionevole, però pericoloso come 'una piccola bomba intelligente'."

Un povero diavolo

Andrew Michael Hurley, Il giorno del Diavolo. "Che cosa hanno letto tutti coloro che nei vari siti hanno via via definito Il giorno del Diavolo come horror, thriller gotico, noir, “alla King”, eccetera? Eh, no, non l'avete letto o, peggio, manovrati da quale insano sistema di marketing, avete inteso strizzare l'occhio a quelli come me, i cosiddetti “lettori forti”, che si comperano tutti i libri del genere, soprattutto se provvisti di quel titolo e di tanta copertina."

Speciale Stranimondi