23 Febbraio, 2020

Tag: Nicanor Parra

Dal nostro archivio

Libera e dissacrante interpretazione dell’orrore

Richard Corben, Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft, L’antro dell’orrore "Le storie a fumetti di Corben, sono un’audace commistione di horror e grottesco tenuta insieme dal tratto corposo, quasi tridimensionale, dell’artista, talmente attento al dettaglio mimetico da toccare in non pochi casi punte sinistramente caricaturali".

Prospettive di un’anima

Nikolaj Gogol’, Racconti di Pietroburgo. "La traduzione di Paolo Nori è l’asso nella manica che Marcos y Marcos ha scelto di giocare in una partita che ha decisamente vinto. Se avete già letto I racconti di Pietroburgo questa sarà come una lettura nuova."

Esorcizzare gli spettri del passato

Nadia Terranova, Addio fantasmi. "In quest’ultimo libro invece la materia è incandescente di per sé, non la si può imprigionare in una fredda detenzione. Va affrontata in tutta la sua forza dolorosa e in tutta la sua violenza. Ne Gli anni al contrario lo sguardo (della bambina) è rivolto verso il padre e verso il mondo circostante; ma in questo secondo libro la sfida è quella d rivolgere lo sguardo verso di sé. E, come un guanto, lo stile letterario aderisce agli eventi emotivi tra simboli, letteratura, incubi e sogni."

L’enorme tragedia del sogno, di Domenico Gallo

Samb Modou, Diop Mor, Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike: sono i nomi delle persone colpite da Gianluca Casseri il 13 dicembre 2011. Pochi giorni intensi sui media alla ricerca delle ragioni di una strage di cui nessuno vuole neppure lontanamente assumersi le responsabilità morali, politiche e culturali, e la carneficina compiuta dal neofascista scompare abbandonando dietro di sé alcune tesi e l’incertezza sulla sorte dei feriti.

BELA ĆAO – Un albero genealogico nel segno di Freud

Dušan Veličković, Generazione Serbia. "Per Veličković il doppio tramonto dell’utopia comunista e di quella psicanalitica è l’essenza stessa della fine della Jugoslavia: un regime comunista convertito al peggior sciovinismo, nel quale i leader delle minoranze serbe in terra nemica sono quasi sempre degli psichiatri, come Radovan Karadžić o Jovan Rašković."

Speciale Stranimondi