12 Agosto, 2020

Recensioni

Villon sotto la neve

Robert Louis Stevenson, Un tetto per la notte. "A Stevenson interessa l’atmosfera notturna e un po’ bieca che assume Parigi vista dagli occhi di un Villon non privo di acutezza e velenosa ricerca di suggestioni, trasandatezza e vil denaro. Del resto, è noto, al poeta dedica diverse attenzioni saggistiche. Un tetto per la notte, confluito in New Arabian Nights, narra di una peripezia nel gelo parigino in una notte di tormenta, dopo aver assistito a un omicidio da parte di compagni di gioco e sbronze."

Resistenza del mito

AA.vv. Mito classico e poeti del ‘900. "Un’introduzione di temperamento lampeggia sulle urgenze poetiche che hanno varcato l’anacronismo dell’epoca, da Pavese a Brodskij, da Ritsos a Mandel’štam, da Herbert a Calvino. La frequentazione dei classici a qualcuno ha salvato la pelle, ad altri ha permesso di viaggiare controvento su onde lunghissime che hanno intersecato decine di secoli."

Archeologia montaliana

Marco Sonzogni, “Il guindolo del Tempo”. "Considerati i continui depistaggi che Montale faceva subire agli amici e, soprattutto, alle donne “della sua vita”, festeggiamo un disvelamento che piacerà a chi porta con sé da sempre l’intero gomitolo montaliano (il “Romanzo” di cui spesso si è parlato), ma altresì si assisterà alla caduta, per alcuni, di qualche leggenda. L’opera spesso è molto più grande, ampia e profonda del suo autore."

Blues padovano

Massimo Carlotto, Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane. "Nella memoria restano i flash, piazzati di tanto in tanto, sulla tossicità di una provincia ricca e stracciona, che Carlotto conosce bene e di cui appare ottimo giornalista letterario. Le vecchie guardie degli imprenditori della borghesia e della criminalità non esistono più, e proprio in questi anfratti viaggia lo sguardo dello scrittore padovano, dando vita a una specie di reportage dove niente è prevedibile per un occhio comune."

Cadrà la torre – anzi due

Roberto Calasso, L'innominabile attuale. "Baudelaire in un foglietto racconta un sogno, 'il crollo di una immensa torre'. Quello che nel futuro sarà un grattacielo è pieno di fenditure e umidità. Baudelaire non sa come avvertire la gente dell’imminente rovina. Pensa a come le macerie saranno imbrattate di carne e ossa umane. Il foglietto venne stampato un secolo dopo, nessuno se ne accorse."

Da tragedia a farsa spaziale

David Gerrold, Il viaggio dello Star Wolf. "Un teorico della letteratura “alta” storcerebbe il naso a questo cambio di registri, alle diverse ellissi, all'hysteron pròteron in cui Harlie spariglia le carte, ma per fortuna la letteratura di genere persegue altri meccanismi, e accettata la cesura il lettore segue con gran soddisfazione gli eventi e un complesso sistema dubitativo in cui ognuno si interroga: Harlie sulla necessità della menzogna, Korie sull'ambivalenza divina, Brik sullo statuto dei guerrieri Morthan."

Le radici del nazismo

Johann Chapoutot, Il nazismo e l'Antichità. "In modo molto serrato Chapoutot conduce il testo di passaggio in passaggio, analizzando la necessità un elemento trainante da parte di un nazismo che legge la propria origine come inappropriata al momento presente e alle speranze future, e che lo trova in questo mito dell'origine nordica: così come lo sarà il modello dello stato platonico rispetto alla forma di quello del Reich."

Morto che cammina

Roberto Saporito, Respira. "Ne risulta un noir da manuale, permeato di un'atmosfera di gelo crescente, dove le ripetute fughe del protagonista, sempre convinto di essersi sbarazzato della sua vecchia vita ma poi sempre braccato dal suo passato, hanno un che di onirico e claustrofobico; e riemerge ossessionante quel sentimento di solitudine esistenziale che già s'avvertiva nel Caso editoriale dell'anno."

…e ti tirano le pietre!

Claudio Morandini, Le pietre. "Le pietre, con la sua vicenda surreale, tra Ionesco e la letteratura di montagna, di una valle dove abitanti e turisti vengono attaccati da pietre animate da una volontà malevola e ostile, è a tutti gli effetti uno spinoff dello spinoff, una nota a pie' di pagina di Neve, Cane, Piede. Se quello vi piacque, questo non perdetevelo. Per nessun motivo."

Terrore da intenditori

Fritz Leiber, La cosa marrone chiaro. "Del resto, cliquot ha azzeccato tutto: la copertina, la carta, l'impaginazione, il carattere di stampa. Ha anche affidato la traduzione a Federico Cenci, che è un autentico studioso di Leiber. Il risultato è un lavoro di archeologia letteraria di tutto rispetto; però anche un libro che si legge con gusto."