12 Agosto, 2020

TAG: distopia

Gettarsi nel vuoto

Perché Riva Karnovsky, famosa campionessa di Highrise Diving, abituata...

Utopie malsane

Difficile in questo scorcio d’epoca scrivere di un romanzo...

Il teatro della mente

Il mondo inaspettato è la parte che non distinguiamo...

Silenzi europei

In un periodo di aggiornamento continuo del concetto di...

Non saranno i puri a salvare il mondo

Are there any questions? Sono passati trentaquattro anni da...

Grottesco distopico

Angelo Calvisi, Genesi 3.0. "Una cosa va detta della casa editrice Neo, che ha sede a Castel di Sangro (AQ), ben distante dai tradizionali centri dell’industria editoriale: il coraggio non gli manca. Ci vuole coraggio, e non poco, per pubblicare un libro decisamente fuori dagli schemi come questo. Un tempo si sarebbe parlato di avanguardia, o di sperimentazione; io tenderei a usare un termine piuttosto scivoloso come slipstream, per indicare un’esperienza di scrittura come questa, al confine tra distopia, satira, surrealismo, con una piega forsennatamente grottesca e deformante."

La lunga marcia, di Stephen King (1979)

Una scrittura apparentemente classica che mescola horror, fantascienza distopica, caratterizzazione attenta dei personaggi, ricostruzione maniacale dei luoghi (seguite il percorso dei marciatori su una mappa del e ve ne renderete conto), e una straordinaria sensibilità alle dinamiche sociali che agitano gli . In due parole, . A tutti gli effetti lo vediamo già manifestarsi in questo romanzo scritto sul finire dell'adolescenza, un libro che suona potentemente radicato nel suo tempo e al tempo stesso capace di restituirci qualcosa del presente.