22 Febbraio, 2020

Tag: fantascienza

Dal nostro archivio

Lettere, ma tutt’altro che morte

Edgar Allan Poe, Lettere. "L’intelligenza e la cultura eclettiche di Poe strabordano da questo tomo, accompagnandosi alle più prosaiche angosce di un individuo estremamente sensibile costretto a una vita difficile. Attenzione, però, perché Poe era anche un colossale bugiardo, patologicamente teso alla menzogna, all’elisione, all’iperbole."

Alta sartoria del delitto

Jack Ritchie, Il grande giorno. "In questi quattordici esercizi di stile – un assaggio tra gli oltre cinquecento pubblicati, molti dei quali il «maestro del brivido» riadatterà per la serie TV Alfred Hitchcock presenta – Ritchie imbastisce brevi, fulminanti plot, scioccando il lettore con altrettanto brevi, fulminanti incipit. Frasi come stilettate, periodi confezionati con sartoriale precisione, senso del ritmo e, dulcis in fundo, del colpo di scena."

Romanzo di minaccia

Roberto Saporito, Jazz, rock, Venezia - Se c'è una cosa che Saporito dimostra di saper fare, è giocare a carte scoperte. Fin dal titolo, autenticamente programmatico. I tre personaggi di questo romanzo compatto, sintetico e cristallino (come è tipico dell'autore) sono un jazzista affermato che presta il suono della sua tromba a chiunque lo chiami e lo paghi; un chitarrista rock di una band emergente che vuole fare il colpo grosso; un'antiquaria che non esce da Venezia per nessun motivo, e che ha trasformato in arte una particolare forma di pornografia.

Beati coloro che seminano e non mietono

Avraham Ben Yitzhak, Poesie. "Questo libro ci consegna l’opera, l’immagine e la storia documentata di un grande poeta, la cui influenza europea dovrebbe essere studiata da vecchie e nuove generazioni. Unicamente undici poesie (Beati coloro che seminano e non mietono è un verso dell’ultima poesia pubblicata) ma la “voce incarnata di una biblioteca”, scrisse Canetti nell’autobiografia."

L’esperimento africano

Giorgio Manganelli, Viaggio in Africa. "Il ritratto che ne esce è esotizzante solo per alcuni assunti di fondo – un’Africa hegelianamente senza scrittura, senza Storia e senza Stato, come si legge in più di un passaggio – ma la coscienza della propria posizione di osservatore europeo, abituato ai diversi spazi e tempi dell’Europa iper-urbanizzata, affiora sin dalle prime righe del testo."

Speciale Stranimondi