31 Ottobre, 2020

Frankensteiniana

Quest’anno di celebrazione e ricorrenza ha prodotto anche in Italia un florilegio di pubblicazioni - riedizioni, saggi, biografie – di estremo interesse per chi voglia avvicinarsi per la prima volta al di o, già conoscendolo, voglia approfondire e vagliare nei minimi dettagli il testo e lo scenario storico e psicologico che lo hanno prodotto. Cerchiamo qui di tracciare un breve percorso orientativo fra i volumi a nostro giudizio più recenti e cospicui.

Disegnare la Creatura

Mary Shelley, Frankenstein illustrato da . «Sette anni di lavoro dedicati all’ di Frankenstein. Cose da pazzi, se non fosse che, lo disse lo stesso Wrightson, si trattava di un labor of love, un’opera dettata dall’amore. Non era propriamente lavoro. L’artista vi si dedicava nei giorni liberi dalle altre commissioni retribuite. Sette anni. Una follia (non possiamo non pensare al nesso!) come quella di Victor Frankenstein: ambedue consumati dalla passione. Ma quella di Wrightson fortunatamente non lo portò alla tragedia ma ad un irripetibile lavoro grafico, assolutamente fedele alle descrizioni del romanzo. Dimentichiamoci, se possibile, per un momento, di

Mostruose commistioni

Un'esplorazione dei riadattamenti a fumetti italiani della storia di Frankenstein, condotta da Davide Carnevale, ci porta a riscoprire anche a riscoprire opere dimenticate di maestri come Guido , Magnus & Bunker, per non parlare di Tiziano Sclavi.

Frankenstein: Reloaded

, La straziante resurrezione di Victor Frankenstein. "Per la prima volta, lo scrittore che ha rinnovato e stravolto radicalmente la concezione stessa della narrativa e , si confronta direttamente con le figure tipiche del canone orrifico, con i personaggi paradigmatici dei classici letterari e cinematografici del genere: i mad doctors come il wellsiano Moreau, lo stevensoniano Jekyll e lo shelleyano Frankenstein, che dà il titolo al libro; i mattatori tenebrosi come Dracula, Talbot (il licantropo cinematografico, incarnato da Lon Chaney Jr.), il Fantasma dell’Opera e quello del Museo delle cere (personaggi anche questi legati soprattutto all’immaginario filmico)..."