7 Aprile, 2020

Tag: Isaac Asimov

Io, umano (forse)

Dal nostro archivio

Il lato oscuro dell’Era dell’acquario

James Leo Herlihy, La stagione della strega "La stagione della strega non nasconde nulla del lato oscuro dell’Era dell’acquario, mostrandoci attraverso gli occhi (quasi) sempre entusiasti e ottimisti di Strega tutta una serie di approfittatori, delinquenti e tossicodipendenti che hanno tradito o che sono stati traditi dalle promesse utopiche del flowerpower".

Un magnifico incubo

Il meno possibile che si può dire, ed è comunque troppo: un padre pazzo e violento tiene segregati i due figli all’interno di una costruzione enorme e disarticolata, che affonda nello sfacelo. Tra loro e il resto del mondo c’è un grande bosco. Come oltrepassarlo, dal momento che il padre è morto?

L’immonda vastità

Howard Phillips Lovecraft, si sa, gode di una fama postuma che farebbe invidia a uno degli evangelisti. Una sorta d’iperbolica legge del contrappasso al rovescio lo ha reso, dopo la relativa oscurità e le innegabili ristrettezze patite in vita, probabilmente lo scrittore dell’orrore (in patria lo definirebbero, più accuratamente, weird) più influente del secolo scorso.

Tu, sanguinosa adolescenza

Enrico Brizzi, Tu che sei di me la miglior parte. "Brizzi si riconferma narratore talentuoso e sicuro di sé, che sa sempre giocare i suoi temi favoriti (calcio, Bologna, bicicletta, ancora Bologna, episteme borghesuccia, sempre Bologna, adolescenza e annesse trappole, ecc.) in modo ammirevole. Anche se questo tomo non lo ritengo all'altezza della Trilogia Fantastorica Italiana (di cui è fortunatamente imminente la ristampa), resta comunque un gran bel tour de force narrativo e – come direbbero gli americani – un page-turner."

La creatura rivoluzionaria

Brian Aldiss, Frankenstein liberato. «Il meccanismo letterario del viaggio nel tempo consente ad Aldiss di riscrivere la storia dell’origine del romanzo Frankenstein in coerenza con il suo ruolo di capostipite della fantascienza, anzi di quella fantascienza critica e politicamente impegnata che aveva portato al successo la rivista inglese New Worlds. “Il vapore è la base di ogni progresso contemporaneo”, proclama Shelley mentre descrive la sua idea prospettica di sviluppo tecnologico, aggiungendo che presto saranno messe le redini alla “grande forza vitale dell’elettricità”,»

Speciale Stranimondi

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