29 Settembre, 2020

TAG: postmodernismo

V come Vladimir

, . "A proposito di Jane Austen, che non amava, Nabokov scrisse candidamente a Edmund Wilson di non aver «mai trovato niente di interessante in Orgoglio e pregiudizio”. Ciò nonostante decise comunque di includere Mansfield Park nel suo corso, e riuscì a cogliere aspetti intriganti dello stile di Austen, come quella che definisce «la fossetta, che spunta quando lei, furtivamente, introduce tra le componenti di un semplice brano informativo, un accenno di delicata ironia»."

Il DNA non basta

, The Outsider. "È solo un libro di fiction (), d'accordo. È solo Stephen King (solo?). Ma il , per quasi 150 pagine, riverbera – certo, casualmente – uno dei più incredibili casi di cronaca nera della storia italiana, che ha avuto nel mese scorso la sua pietra tombale giudiziaria. Non lo nomino, va da sé, mi sembra persino fuorviante in questo contesto. Ma è pregio della grande agganciarsi con la pancia dell'attualità."

La lunga marcia, di Stephen King (1979)

Una scrittura apparentemente classica che mescola horror, distopica, caratterizzazione attenta dei personaggi, ricostruzione maniacale dei luoghi (seguite il percorso dei marciatori su una mappa del e ve ne renderete conto), e una straordinaria sensibilità alle dinamiche sociali che agitano gli Stati Uniti. In due parole, Stephen King. A tutti gli effetti lo vediamo già manifestarsi in questo romanzo scritto sul finire dell'adolescenza, un libro che suona potentemente radicato nel suo tempo e al tempo stesso capace di restituirci qualcosa del presente.