26 Gennaio, 2021

TAG: Stati Uniti

Amnesia Moon, di Jonathan Lethem

Amnesia Moon, se possibile, è ancor più radicale di “Cinque scopate”: in questo romanzo tutti soffrono di amnesia, tranne (forse) un motociclista di nome Fault, del quale però non c'è da fidarsi più di tanto (lo dice il suo cognome, che in inglese significa “difetto, sbaglio, colpa”). A partire dal protagonista, Chaos, tutti i personaggi di Amnesia Moon hanno scordato chi erano e com'era il mondo prima di una misteriosa catastrofe che ha scombussolato tutto; misteriosa appunto perché nessuno ricorda bene in cosa sia consistita e cosa l'abbia provocata.

Su ghiaccio sottile

Nick Drnaso, Sabrina. "Mai si era visto un fumetto così pervaso dalla violenza che però – significativamente – non viene illustrata e spettacolarizzata. Infatti il disegno resta sempre nitido, minimale e non c’è una goccia di sangue."

Incendi americani

Jonathan Israel, con il suo saggio Il Grande incendio, presenta una ricerca delle origini illuministe della Rivoluzione nelle colonie americane e del loro impatto nei moti liberali europei dalla Rivoluzione Francese al 1848

Un eccentrico annuncio d’amore

Peter Cameron, Gli inconvenienti della vita. "Gli inconvenienti della vita tracciano il perfetto esempio, lontano ma terribilmente vicino, dell’umanità in uno stato d’incongruo stallo e di schemi fino a ieri simbolo di protezione ma che oggi rivelano tutto il loro scomodo dissesto"

Il DNA non basta

Stephen King, The Outsider. "È solo un libro di fiction (horror), d'accordo. È solo Stephen King (solo?). Ma il romanzo, per quasi 150 pagine, riverbera – certo, casualmente – uno dei più incredibili casi di cronaca nera della storia italiana, che ha avuto nel mese scorso la sua pietra tombale giudiziaria. Non lo nomino, va da sé, mi sembra persino fuorviante in questo contesto. Ma è pregio della grande letteratura agganciarsi con la pancia dell'attualità."

La lunga marcia, di Stephen King (1979)

Una scrittura apparentemente classica che mescola horror, fantascienza distopica, caratterizzazione attenta dei personaggi, ricostruzione maniacale dei luoghi (seguite il percorso dei marciatori su una mappa del Maine e ve ne renderete conto), e una straordinaria sensibilità alle dinamiche sociali che agitano gli Stati Uniti. In due parole, Stephen King. A tutti gli effetti lo vediamo già manifestarsi in questo romanzo scritto sul finire dell'adolescenza, un libro che suona potentemente radicato nel suo tempo e al tempo stesso capace di restituirci qualcosa del presente.