20 Giugno, 2021

Valentina Marcoli

122 ARTICOLI

Simonetti, questo sconosciuto

Pablo Simonetti, Vite vulnerabili - Posto che credo fermamente nella forza dei racconti come forma di narrativa, e posto che perfino Bolaño ha dichiarato “La prima volta che ho letto un suo racconto l’ho fatto per curiosità, e non ho potuto abbandonarlo fino alla fine. Era da tempo che non leggevo racconti così ben narrati da uno scrittore cileno”, una volta pubblicata questa splendida raccolta non poteva che essere mia

Irresistibile Michele

Michele Orti Manara, Il vizio di smettere - “Una raccolta di racconti è un oggetto strano, sfuggente. E’ un po’ come una pallina di mercurio: quando la prendi in mano per esaminarla nell’insieme si disfa in palline più piccole che scivolano di qua e di là. E appena ne raccogli una ce n’è subito un’altra che rotola via.” Ecco come la vede Michele Orti Manara, classe ’79,

Profondo Argento

Dario Argento, Horror. "A parte un paio di racconti deludenti, i troppi aggettivi talvolta contrastanti tra loro, e una scrittura ingenua, bisogna ammettere che le storie restano. Continuano a girarti per la testa in maniera leggermente ossessiva, ma se l’intento è di terrorizzare il lettore purtroppo l’obiettivo non è stato raggiunto. In parte a causa di alcune lungaggini che si sarebbero dovute eliminare in fase di editing, e in parte perché gli anni ’80 sono finiti da un pezzo e la firma di Argento come regista non regge gli anni 2000 nella narrazione su carta."

I dimenticati

Liliana Lazar, Figli del diavolo. "Siamo nella Romania di fine anni Ottanta, percepiamo il disagio e la delusione di un popolo oppresso dalla dittatura di Ceausescu dietro ogni parola, tocchiamo quasi con mano tutta la povertà su cui si sono arricchiti i Compagni al potere. A infliggere un altro duro colpo poi, Ceausescu predispone una severa politica delle nascite secondo cui le donne con meno di quarantacinque anni e che non abbiano partorito almeno quattro figli non hanno il diritto di abortire."

Il senso di Michail per la neve

Michail Bulgakov, Memorie di un giovane medico. "Appena uscito dalla facoltà di medicina con il massimo dei voti, un ventitreenne Michail Bulgakov si ritrova catapultato in un piccolo villaggio sperduto nella neve che ricopre tutto, implacabile. Lì, in mezzo al nulla, dovrà fare i conti con i malati, quelli veri, i poveri del popolo con le loro credenze e diffidenze. "

L’importanza di essere il Re

Stephen King, Owen King, Sleeping beauties. "Il romanzo ha un inizio decisamente debole e lento, che si riscatta dopo un centinaio di pagine. Sebbene sia lettrice di entrambi i King bisogna ammettere che s’intuisce facilmente chi abbia scritto cosa, Owen introducendo l’elemento fantasy certamente più nelle sue corde, alleggerendo la narrazione al lettore, che viene prontamente riportato con i piedi per terra da Stephen, grazie al suo stile decisamente più concreto e violento."

Gli indispensabili otto

Alessandro Piperno, Il manifesto del libero lettore. "Ma chi è il libero lettore a cui Piperno si riferisce? È il lettore comune, sei tu, sono io, persone che amano la lettura e che ne traggono diletto e godimento, che sarebbero disposti a rinunciare a ben altri piaceri ma non saprebbero fare a meno di un libro."

Le ombre di Schiavone

Antonio Manzini, Pulvis et umbra. "Rocco Schiavone, che di presentazioni non ha proprio bisogno, torna in un romanzo complesso a detta del suo stesso creatore. Il poliziotto corrotto più amato dai lettori, che fuma spinelli anche in ufficio, che frequenta persone poco raccomandabili. Il vicequestore trasferito da Roma ad Aosta, che non sopporta il freddo e che cambia un paio di Clarks al giorno."

Ritornata

Donatella di Pietrantonio, L’arminuta. "Due i punti cardine: il primo è un tema molto caro all’autrice, ovvero la maternità, descritta in questo caso in maniera forte ed estrema, mentre il secondo è l’Abruzzo, la sua terra natia che non è solo lo sfondo, il paesaggio in cui la trama si sviluppa ma è esso stesso un personaggio vivo e presente."

Una risata li seppellirà

Marco Malvaldi, Negli occhi di chi guarda. "Un libro che parla di arte (che sta negli occhi di chi guarda) ma che fornisce anche nozioni scientifiche e curiosità che è raro trovare in una lettura. Malvaldi spiega così la sua scelta di inserire questi “special guest”: 'Perché tenere per sé concetti e fatti così curiosi? Tutti dovrebbero goderne. Ma io uso dei trucchi da prestigiatore.'"