30 Luglio, 2021

TAG: Margaret Atwood

La fine della Distopia

C’era una volta l’Utopia: il nessun-luogo dell’umanesimo rinascimentale, Thomas...

Parole come varchi: sulla soglia del mondo greco

Chi studia il mito conosce il segreto del farsi...

Non saranno i puri a salvare il mondo

Are there any questions? Sono passati trentaquattro anni da...

Penelope non aspetta più

Paziente, fedele, quasi rassegnata: gli attributi che ci vengono...

Quotidianità angoscianti

La storia del genere fantastico – piuttosto difficile da...

Una sorte segnata

Entrare in questo romanzo è una sensazione sgradevole, che si accentua man mano che la lettura procede. Ci troviamo dentro una tela dai confini segnati, quelli del modello shakespeariano cui Macbeth di Jo Nesbø, più che ispirarsi, si conforma, facendo parte di una serie di riscritture programmate dei drammi di Shakespeare, affidate dalla Hogarth Press ai “romanzieri più apprezzati e di successo del nostro tempo”, come suggerisce una nota editoriale (sono usciti finora, tra gli altri, una Tempesta di Margaret Atwood, una Bisbetica domata di Anne Tyler, un Racconto d’inverno di Jeanette Winterson, tutti pubblicati in Italia da Rizzoli).