28 Maggio, 2020

TAG: Philip K. Dick

Non saranno i puri a salvare il mondo

Are there any questions? Sono passati trentaquattro anni da...

Harold cammina con me

Ogni volta che ci si accosta alla figura e...

Ucronia ipertecnologica

Ogni nuovo romanzo di McEwan rappresenta un evento per...

Intervista a Jasper Fforde (2006)

Strana Inghilterra, quella de Il caso Jane Eyre, il...

Intervista a Zhang Ran

A 38 anni Zhang Ran (张冉) si iscrive a...

Libertà e intelligenza multiculturale

Alcuni critici – non molti in verità – hanno sostenuto che non sia uno scrittore professionista ma un dilettante di grande ingegno, che le sue idee siano sempre ottime, ma che lo stile e le capacità espressive con cui le argomenta siano troppo neutre e nel peggiore dei casi anodine. Niente di più falso: l’esattezza, il nitore, la semplicità, la ripulsa dai facili effetti o dalle retoriche prorompenti, l’aggettivazione controllata, lo pongono invece fra i più consapevoli artefici di uno stile volutamente conciso e dimesso, consono alle necessità di un’intelligenza scientifica prestata alla letteratura. Se credete ancora nell’importanza intellettuale, teoretica, speculativa dell’immaginazione letteraria a base scientifica che volgarmente chiamiamo, con eccessiva approssimazione, fantascienza, leggete : non resterete delusi.

Intervista a Franco Porcarelli, in arte Adan Zzywwurath

Franco Porcarelli è uno studioso eclettico, giornalista e narratore....

Lo stile dell’universo intero

, La Camicia di Ghiaccio. "Ogni pagina di Vollmann pone illimitata attenzione alla grammatica, alla punteggiatura, a quel che si definisce in una parola: stile. I capitoli della vita e i capitoli dei libri diventano l’universo intero, un nugolo fitto e composito a cui è difficile sfuggire. Lo prova questo romanzo, il primo della serie dei Sette Sogni, dedicata alla fondazione del mito americano".

Il più grande Freak Show del mondo

, "Freaks. Miti e immagini dell’io segreto. " è stato il più grande critico outsider della letteratura angloamericana. Egli ha avuto il grande merito di allargare l’orizzonte della critica letteraria, integrandola con un’analisi di quei prodotti della cultura popolare che sono i film e i fumetti, e inaugurando con decenni di anticipo il filone dei Cultural Studies. "

Steve Erickson: Donne (e sogni) di Los Angeles

A rischio di cadere nel banale voglio partire da una constatazione che forse avete già sentito fare: l’America è la terra dei sogni. Se questo è vero, e penso proprio che lo sia, Steve Erickson (che quest’anno va per la sessantina) è uno degli scrittori più americani che abbia mai letto.