13 Luglio, 2020

TAG: saggistica

Eternamente mobilitati nella distopia della prestazione

Roberto Ciccarelli ha scritto un libro per inquadrare l'alternanza nella nostra epoca e, in definitiva, per spiegare come tutti noi, nella fase attuale del capitalismo neoliberista, siamo in alternanza. “Alternanza” è, del resto, una parola che illustra efficacemente un mondo governato dalla dinamica oscillatoria tra premio e punizione, inserita in un orizzonte dove il riconoscimento sociale consiste nel mostrarsi abili e vincenti nel mettere a valore le proprie competenze: saper svolgere microcompiti specifici per (non) sopravvivere.

Concerto per mano sola e orchestra

, Paul Wittgenstein, Il pianista dimezzato. "L’epoca è tragica. Si è a ridosso del nazismo, dell’antisemitismo, della guerra. Il viennese Paul Wittgenstein inizia la sua carriera pianistica nel 1913. Meno di un anno dopo, in guerra, perde un braccio. Ostinato, feroce, superbo, Paul Wittgenstein prende una decisione che determinerà il suo destino: diventare un insuperabile pianista, anche se ha solo la mano sinistra. Il titolo del libro è un affettuoso richiamo al Visconte Medardo di Terralba, di Italo Calvino. «Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti,» disse Calvino, «Tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra»."

Natalia Ginzburg, o la biografia culturale d’una nazione 

Sandra Petrignani, . "Forse però il pregio maggiore di questo lavoro è il suo configurarsi come la biografia di una comunità di artisti e intellettuali di spessore altissimo innestata nella storia d’Italia, in un continuo intreccio tra dimensione privata e pubblica, tra storia personale e nazionale, che dà luogo ad un affresco dall’ampio respiro: non dunque mera vicenda esistenziale di una scrittrice, per quanto grande, ma parabola culturale di un intero Paese. E a ripercorrere le tappe della nostra cultura si è afferrati da una rabbia impotente, da una micidiale nostalgia, persino da invidia per un passato così vitale, rifulgente rispetto alla vacuità del nostro tempo."

I nostri libri dell’anno

E sottolineiamo nostri. Nessuna pretesa di compilare graduatorie o proclamare vincitori. Tutt'altro: per il giorno di Natale abbiamo pensato di fare un regalo ai nostri lettori, consistente in una ricca serie di consigli di lettura. Per questo abbiamo chiesto a tutti i nostri collaboratori di indicare quale fosse stato il loro libro dell'anno; quello, tra i libri letti, che li aveva colpiti di più, indipendentemente dal fatto di averlo recensito o meno per PULP Libri.

V come Vladimir

, Lezioni di letteratura. "A proposito di Jane Austen, che non amava, Nabokov scrisse candidamente a Edmund Wilson di non aver «mai trovato niente di interessante in Orgoglio e pregiudizio”. Ciò nonostante decise comunque di includere Mansfield Park nel suo corso, e riuscì a cogliere aspetti intriganti dello stile di Austen, come quella che definisce «la fossetta, che spunta quando lei, furtivamente, introduce tra le componenti di un semplice brano informativo, un accenno di delicata ironia»."

Come è stato (veramente) conquistato il West

, Verso ovest. "Attraverso uno studio meticoloso e ampiamente documentato, Cartosio rispolvera cinturone e speroni e torna a cavalcare i territori del Far West a lui ben familiari, mostrando come l’idealizzazione dell’agricoltore indipendente, del pioniere quale cardine della società statunitense, sia servita a convalidare a posteriori «una valenza politica precisa, il cui fine è la giustificazione o legittimazione dell’esistente, vale a dire delle ragioni e modalità della conquista»."