Young – Benson – Carpi / Bizarre & affini

Francis Brett Young, Cold Harbour, tr. di Lucio Besana, Agenzia Alcatraz, pp. 312, euro 19,00 stampa Edward Frederic Benson, Il volto e altri racconti, tr di Lucio Besana, Diego Bertelli, Agenzia Alcatraz, pp. 160, euro 17,00 stampa Pier Carpi, Un’ombra nell’ombra, Agenzia Alcatraz, pp. 295, euro 17,00 stampa

Agenzia Alcatraz conferma con tre recenti pubblicazioni la sua vocazione a farsi punto di riferimento per la letteratura weird, gotica e soprannaturale in Italia. La Biblioteca di Lovecraft, che dal 2019 pubblica titoli a tema weird, horror e soprannaturale, recuperando volumi e autori dimenticati legati al mondo del Maestro di Providence, è entrata a far parte del marchio Alcatraz, con i curatori Jacopo Corazza e Gianluca Venditti a mantenere la guida del progetto. Il risultato è un catalogo che cresce con coerenza e ambizione, capace di mettere in dialogo autori anglosassoni dimenticati, antologie tematiche e voci fondamentali del fantastico italiano.

Il titolo più prestigioso è senza dubbio Cold Harbour. La casa degli orrori invisibili di Francis Brett Young, romanzo del 1924 rimasto a lungo quasi introvabile in italiano fino a questa recente edizione. Young (1884-1954), romanziere, poeta, drammaturgo e compositore, durante la Prima guerra mondiale servì come ufficiale medico nel Royal Army Medical Corps, prestando servizio in Africa orientale. È noto per i suoi romanzi ambientati nelle Midlands inglesi, i cosiddetti “Mercian novels”, in cui esplora i cambiamenti sociali e morali dell’Inghilterra del primo Novecento. Ma è con Cold Harbour che tocca le vette del gotico psicologico, abbastanza da meritare un giudizio di “prossima alla perfezione assoluta” da parte di H.P. Lovecraft nel suo saggio L’orrore soprannaturale nella letteratura.

I coniugi Wake, durante una vacanza, incrociano il cammino del sinistro Mr. Furnival, un industriale decaduto che sembra esercitare un potere oscuro sulla moglie Jane. Ciò che inizia come una sosta di poche ore si trasforma in un incubo che scuote le fondamenta della realtà: è un caso di infestazione poltergeist, o siamo di fronte a un manipolatore brutale, un ipnotista capace di piegare la mente altrui? Young non risolve l’ambiguità, ma la abita con maestria: il vero orrore del libro non risiede tanto nella possibilità di presenze soprannaturali, quanto nell’idea che il male possa nascere semplicemente dall’essere umano. La curatela e traduzione sono affidate all’ottimo Lucio Besana. Un recupero prezioso, che colma un vuoto inspiegabile nel panorama editoriale italiano.

Sempre nella collana La Biblioteca di Lovecraft esce Il volto e altri racconti di Edward Frédéric Benson, raccolta dedicata interamente a uno degli autori più raffinati e ingiustamente trascurati della letteratura gotica e soprannaturale di lingua inglese. E. F. Benson (1867-1940), figlio dell’arcivescovo di Canterbury e fratello di altri due scrittori (Arthur Christopher Benson (1862-1925), e Robert Hugh Benson (1871-1914)) costruì nel corso della sua carriera un corpus di racconti dell’orrore di qualità eccezionale, che Lovecraft stesso celebrò con ammirazione. La sua arte sta nella costruzione di un’atmosfera di terrore che procede per accumulazione silenziosa: i suoi racconti non urlano, sussurrano, e il sussurro è spesso più insopportabile di qualsiasi manifestazione esplicita del soprannaturale. Creature acquatiche che emergono da laghi silenziosi, presenze che si materializzano nelle stanze dei vivi, orrori che si insinuano nel quotidiano borghese con discrezione quasi educata: Benson è un maestro del perturbante che non ha bisogno di alzare la voce. La scelta di dedicargli un volume nella collana è un segnale di maturità editoriale: non il solito Lovecraft al centro, ma Lovecraft come bussola per orientarsi nel vasto territorio del weird classico, indicando con il dito autori che meritano di stare in primo piano.

Il terzo titolo è il recupero di un classico del fantastico italiano: Un’ombra nell’ombra di Pier Carpi (1940-2000), pubblicato nella collana Bizarre OFF. Un’ombra nell’ombra (1974) è un romanzo particolarissimo che racconta di una congrega di donne consacrate a Lucifero in un’Italia urbana e contemporanea, con tutti i turbamenti, erotici e magici, che ne conseguono. Carpi è figura assolutamente unica nel panorama culturale italiano del secondo Novecento. La rivista “Horror”, da lui curata insieme ad Alfredo Castelli e pubblicata dalla Gino Sansoni Editore fra il 1969 e il 1972, si caratterizzava per l’ambientazione italiana delle storie nella tradizione della letteratura gotica e horror ottocentesca, e rappresentò un antesignano di altre riviste contenitore come “Comic Art” e “L’Eternauta”, ricevendo il premio Yellow Kid all’ottava edizione del Salone Internazionale dei Comics di Lucca.

Carpi è stato dunque un protagonista assoluto del fumetto popolare italiano (fu, tra l’altro, determinante per l’evoluzione del personaggio di Diabolik), ma anche narratore fantastico, cineasta (diresse due film tratti dai suoi romanzi, Povero Cristo nel 1975 e Un’ombra nell’ombra nel 1979 e scrisse la sceneggiatura per il film Cagliostro del 1975), oltre che divulgatore di discipline esoteriche e occultistiche, ma anche una figura che porta con sé ombre significative. Il suo racconto La morte del Duce — storia fantapolitica in cui Mussolini sopravvive alla guerra e resta al potere morendo di vecchiaia alla fine degli anni ’60 — fu scritto con intenti polemicamente satirici e demistificanti, ma venne poi incluso nell’antologia nostalgico-apologetica Fantafascismo! Storie dell’Italia Ucronica, pubblicata dall’ultradestrorsa Edizioni Settimo Sigillo nel 2000. In qualche modo anche grazie a lui si stringe uno dei nodi scorsoi più soffocanti della cultura del fantastico italiano: il cosiddetto “fantafascismo”, cioè la strumentalizzazione della narrativa fantastica — Lovecraft, Tolkien, la narrativa ucronica — da parte dell’estrema destra neofascista e postfascista, che in quegli immaginari ha cercato (e spesso trovato) legittimazione culturale, miti fondativi e simbolismo identitario. Carpi, con la sua storia, aveva inteso costruire una prospettiva ironica che altri hanno invece piegato in direzione opposta: un destino beffardo per uno scrittore che grazie alla narrativa fantastica voleva interrogare le contraddizioni del reale, non celebrarle. Negli anni Settanta, Carpi aderì alla Teosofia e alla Massoneria ed entrò in contatto con Licio Gelli, iscrivendosi alla P2: il che rende la sua parabola ancora più ambigua, non avendo egli mai sconfessato quelle oscure frequentazioni. Un’ombra nell’ombra, con il suo satanismo al femminile, la sua Milano borghese e inquieta, il suo discordante anticlericalismo, resta tuttavia un testo autonomo e potente, che merita di essere riletto senza ridurlo alla controversa biografia del suo autore.

Nel complesso, le tre uscite di Agenzia Alcatraz disegnano una mappa del weird che non si accontenta di battere i soliti sentieri: un gotico inglese dimenticato che Lovecraft stesso indicò come magistrale, un’antologia che ricostruisce il canone weird dal suo interno, e un classico italiano che pone domande scomode sull’eredità del fantastico nella cultura nazionale. È esattamente questo tipo di sguardo editoriale — curioso, militante, capace di tenere insieme estetica e storia — che rende Alcatraz un interlocutore indispensabile per chiunque voglia davvero capire di cosa parla la letteratura dell’orrore quando parla di noi.