2 Luglio, 2020

Valentina Marcoli

78 ARTICOLI

Come si dice Strega in albanese?

, Dal tuo terrazzo si vede casa mia. "Ciò che rimane chiudendo il libro è la stessa sensazione che si ottiene da una chiacchierata al bar con un caro amico al quale devi assolutamente raccontare quello che ti è successo..." Il Premio Strega, che scalda gli animi dei lettori nel periodo estivo perché tra i più seguiti e importanti sul territorio nazionale, ha visto quest’anno una prima selezione molto coraggiosa.

Lo Strega è una cosa buona, sì? intervista a Elvis Malaj

Il giovane candidato al Premio Strega e Strega Giovani, Elvis Malaj, ci ha dedicato qualche minuto del suo tempo per rispondere ad alcune domande sul suo libro Dal tuo terrazzo si vede casa mia (Racconti edizioni).

Ritratto del passato

Wendell Berry, I primi viaggi di Andy Catlett - Può sembrare di primo acchito un romanzo in tutto e per tutto identico ai libri di Kent Haruf, autore della Trilogia di Holt (NNE edizioni). Storia ambientata in America, vite tranquille, pagine lente in cui non accade nulla. Insomma la solita solfa. E qui casca l’asino, perché questo romanzo di Wendell Berry (classe 1934, poeta, romanziere e critico ma anche agricoltore, attivista ecologista e pacifista) ha poco a che vedere con i lavori del connazionale sopracitato.

Ti racconto un anno

Anna Ruchat, Gli anni di Nettuno sulla terra - Quando incontro un autore che non conosco affronto la cosa come fosse un po’ una sfida personale e un arricchimento anche, cosa che in fondo è. Con Anna Ruchat è stato così. Mi è capitata tra le mani questa particolarissima raccolta di racconti che ho letto tutta d’un fiato e che è stata una piacevole sorpresa.

Dirige l’orchestra il Maestro Robecchi

Alessandro Robecchi, Follia maggiore. " Viene infatti trovato il cadavere di tal Giulia Zerbi, anziana signora della Milano bene, caduta per caso nelle mani di un giro di usura finito male. La signora ha una figlia giovane di nome Sonia, una soprano che studia per diventare una star del settore. Come in una favola però, i nostri eroi verranno richiamati al lavoro dal Serrani che sarà uno dei pezzi fondamentali del puzzle costruito dall’autore."

Non schiacciate quel bottone

, Richard Chizmar, La scatola dei bottoni di Gwendy - Cosa fareste se vi capitasse di ricevere una scatola dall’apparenza innocua ma che, come la lampada di Aladino, contenesse un genio in grado di realizzare qualunque vostro desiderio? Questo è l’interrogativo che Gwendy, la dodicenne protagonista del nuovo romanzo del Re

Simonetti, questo sconosciuto

Pablo Simonetti, Vite vulnerabili - Posto che credo fermamente nella forza dei racconti come forma di narrativa, e posto che perfino Bolaño ha dichiarato “La prima volta che ho letto un suo racconto l’ho fatto per curiosità, e non ho potuto abbandonarlo fino alla fine. Era da tempo che non leggevo racconti così ben narrati da uno scrittore cileno”, una volta pubblicata questa splendida raccolta non poteva che essere mia

Irresistibile Michele

Michele Orti Manara, Il vizio di smettere - “Una raccolta di racconti è un oggetto strano, sfuggente. E’ un po’ come una pallina di mercurio: quando la prendi in mano per esaminarla nell’insieme si disfa in palline più piccole che scivolano di qua e di là. E appena ne raccogli una ce n’è subito un’altra che rotola via.” Ecco come la vede Michele Orti Manara, classe ’79,

Profondo Argento

Dario Argento, . "A parte un paio di racconti deludenti, i troppi aggettivi talvolta contrastanti tra loro, e una scrittura ingenua, bisogna ammettere che le storie restano. Continuano a girarti per la testa in maniera leggermente ossessiva, ma se l’intento è di terrorizzare il lettore purtroppo l’obiettivo non è stato raggiunto. In parte a causa di alcune lungaggini che si sarebbero dovute eliminare in fase di editing, e in parte perché gli anni ’80 sono finiti da un pezzo e la firma di Argento come regista non regge gli anni 2000 nella narrazione su carta."

I dimenticati

Liliana Lazar, Figli del diavolo. "Siamo nella Romania di fine anni Ottanta, percepiamo il disagio e la delusione di un popolo oppresso dalla dittatura di Ceausescu dietro ogni parola, tocchiamo quasi con mano tutta la povertà su cui si sono arricchiti i Compagni al potere. A infliggere un altro duro colpo poi, Ceausescu predispone una severa politica delle nascite secondo cui le donne con meno di quarantacinque anni e che non abbiano partorito almeno quattro figli non hanno il diritto di abortire."