12 Agosto, 2020

Recensioni

Fra una tempesta di sabbia e l’altra

Nicolas de Staël, Tutto deve accadere dentro di me. "De Staël ha avuto imperiosi smarrimenti dentro l’ossessione coloristica, durante e dopo il giovanile credo estetico: Tutto deve accadere dentro di me. Scrivendo al padre questa frase pose il sigillo di una vita trasportata da Pietroburgo alle terre più luminose del Mediterraneo, fino al lampo finale dalla finestra di una casa ad Antibes. Vi si gettò nel 1955, quando la sua fama si stava espandendo."

Terrori europei

Jean Delumeau, La paura in Occidente. "Nei secoli esaminati da Delumeau, l’immaginario collettivo si nutre di fantasmi e di mostri comuni alle popolazioni europee e ai loro governanti: si tratta cioè di una dimensione condivisa che non permette di interpretare i comportamenti delle élite soltanto come costruzione cosciente di discorsi manipolatori. A questo proposito è altamente illuminante leggere la pagine dedicate alla caccia alla streghe, nelle quali lo studioso dimostra come la reazione psicotica dinanzi alla stregoneria fosse prerogativa delle regioni riformate tanto quanto della Spagna della Grande Inquisizione."

Enigma architettonico

Lucas Harari, L'attrazione. "Harari si ispira nella grafica alla tradizionale linea chiara di Hergé, Ted Benoit e Yves Chaland, come peraltro si legge sul sito dell'editore, e il suo tratto deciso e dai colori freddi porta alla luce una storia magnetica ricca di ombre e doppie letture, che vi farà sentire all'interno di una fantasia con scenari e ambientazioni da favola."

Vite solo apparentemente comuni

Gina Berriault, Piaceri rubati. "Che si tratti di un senza tetto che frequenta una biblioteca, di un uomo che torna a vistare i genitori separati dopo anni di lontananza, di un anziano che esce di casa solo con un po’ di bagnoschiuma addosso per minacciare una donna, della ricerca, da parte di uno scrittore, di un fantomatico e famosissimo personaggio, di un bambino che uccide fortuitamente il fratello maggiore non ha troppa importanza. Sono (siamo) tutti disperati, chiusi in una realtà personale che ci impedisce di scorgere i particolari più intimi di chi ci troviamo di fronte."

Poesia nei minuti depredati della luce

Agota Kristof, Chiodi. "I versi di Kristof – che nella sua bella postfazione Pusterla definisce «atroce e struggente» – non conoscono punteggiatura; in essi vi è un fluire di parole che lentamente precipitano verso una chiusura che coincide con un'impossibilità: «morti camminano / per queste vie anche io sarò pallida se solo sapessi / dove andare da chi e perché» scrive in «La finestra della notte»."

Non solo per ragazzi

Claudio Morandini, Le maschere di Pocacosa. "Nei giorni del Carnevale nelle sue viuzze si scatenano orde impazzite, protette da mascheroni paurosi che minacciano, inseguono, dileggiano e fanno del male, vendicandosi pure del nostro eroe dodicenne. Tutto iniziò come una rivolta contro i notabili del paese, che si travestivano da duchi e duchesse e marciavano per le strade senza nemmeno sfilarsi gli orologi dai polsi. Un’insurrezione, fatta di bastoni di plastica, uova marce e palle di letame, da parte di mascheroni sempre più mostruosi e folli della ferocia di coloro che vi si celavano."

50 sfumature di Vian

Boris Vian, E tutti i mostri saranno uccisi. "Romanzo originariamente pubblicato nel 1948, descrive una Los Angeles assolata condita degli elementi tipici dei romanzi pulp, audacia ed eros compresi, dove tiene banco la tragicomica disavventura di Rocky, un ragazzo di rara bellezza che cerca di tener fede al proprio voto di rimanere vergine fino al compimento dei vent'anni. Nel frattempo Rocky, in compagnia dell'amico Gary, s'improvvisa detective dopo essere riuscito miracolosamente a scampare a uno strano rapimento."

Meat is murder

AA.VV. Essere vegetariani nell'antica Grecia. "Anche Plutarco fa derivare la corruzione morale dal consumo di carne (“E dopo aver fortificato a poco a poco la loro brama insaziabile, gli uomini si rivolsero all’assassinio del loro simili, alle guerre e alle stragi”), in quella visione del mondo che fin da Talete vedeva “tutto pieno di Dèi”, intendendo, nel miglior stile del politeismo greco, la sacralità di tutti gli enti, più che l’idea panteistica."

Belsen era una figata

, Lipstick Traces. "La tesi di fondo del libro – semplice e allo stesso tempo geniale – è dunque che il Punk sia stato molto più di una moda giovanile, molto più di una rivoluzione in campo musicale – si è trattato invece di un fenomeno culturale e sociale di vasta portata che ha cambiato la storia del Novecento, con radici culturali che addirittura si possono far risalire al Dada, ai Situazionisti e addirittura ad alcuni mistici medievali e rinascimentali."

Rimini violenta

Gino Vignali, La chiave di tutto. "Questo è uno di quei romanzi in cui sembra che il protagonista guidi storia e intenzioni (effetto non nuovo, Camilleri docet), dunque all’autore resta gratitudine per l’intraprendenza del suo «primo attore» gettando nel libro, in pasto a chi guida l’azione con tanta sollecitudine, tutti gli appunti dei suoi taccuini. Diventerà una griffe? Probabile."