22 Febbraio, 2020

Tag: fascismo

Dal nostro archivio

La statura dei poeti

Ennio Cavalli, Se ero più alto facevo il poeta. "Ennio Cavalli, abitatore di estese colture poetiche, campi sterminati di parole addette a una lingua necessaria quanto inquieta, ha edificato il proprio Zibaldone. Un libro che sorpassa i consueti termini di raccolta o di altre definizioni più o meno azzeccate. Se ero più alto facevo il poeta: se la corporatura di Ennio avesse raggiunto l’altezza voluta (con la contigua ironia) le conseguenze pop dell’opera dove sarebbero arrivate?"

Alta sartoria del delitto

Jack Ritchie, Il grande giorno. "In questi quattordici esercizi di stile – un assaggio tra gli oltre cinquecento pubblicati, molti dei quali il «maestro del brivido» riadatterà per la serie TV Alfred Hitchcock presenta – Ritchie imbastisce brevi, fulminanti plot, scioccando il lettore con altrettanto brevi, fulminanti incipit. Frasi come stilettate, periodi confezionati con sartoriale precisione, senso del ritmo e, dulcis in fundo, del colpo di scena."

Primavera sul Lago di Como

Andrea Vitali, Nome d'arte Doris Brilli. "Pensiamoci un momento: quante volte nei salottini televisivi, dai più trash ai più seriosi, l’amore omosessuale divide ancora le platee? Vitali sposta tutto questo e lo colloca nell’Italia degli anni Venti, raccontando di un amore fra donne che compone un’immagine di una purezza sconvolgente."

L’ombra della democrazia

Daniele Giglioli, All'ordine del giorno è il terrore. "Con gli acuminati strumenti della comparatistica prende in esame la figura del terrorista in un’ampia schiera di scrittori anche molto lontani tra loro nel tempo, nell’etica e nella lingua, mostrando come il mondo letterario abbia in genere detronizzato tale figura, rappresentandola non come eroe tragico, o una sorta di superuomo, bensì come un individuo goffo, inadatto, fragile, non di rado ridicolo."

Tempo di grandi pulizie

Enrico Pandiani, Polvere. "E resterà impressa nell’immaginazione di chi legge anche la città di Torino, location non troppo gettonata in narrativa a dispetto dell’indiscusso fascino imperiale che il capoluogo piemontese (nonché città natia dell’autore) emana a prescindere."

Speciale Stranimondi