22 Febbraio, 2020

Tag: giallo

Dal nostro archivio

Mediocritas tutt’altro che aurea

Dwight Macdonald, "Midcult era e rimane il prodotto che aspira alla cultura alta senza assumersene i rischi; il prodotto magniloquente e/o didascalico, dotato di un messaggio predigerito e pronto all'uso: perfetto per essere riassunto in una morale di poche righe (o in un tweet). Il prodotto che ammaestra e intrattiene, chiedendo al fruitore una partecipazione debole se non passiva, rassicurandolo col brand della «Cultura». "

Armonia con qualche taglio

Sarah Jensen, L’armonia degli opposti. "A volte però lo sguardo della biografa è un po’ troppo indulgente e compiaciuto. Soprattutto nella prima parte del libro sembra di assistere all’avvento di un superuomo destinato a compiere grandi imprese, quando invece i fatti dicono che l’adolescenza di Maynard è del tutto normale, all’insegna dell’introversione e dell’alienazione; la sua maturazione sembra portarlo più nei territori radical chic di uno Sting in salsa metal che altro."

Anche i giovani sognano

Paola Camoriano, Il ritrovo degli inutili. "Ad accompagnarci pagina dopo pagina in quest’avventura c’è la figura di Elettra, una ragazza assolutamente fuori dagli schemi, con la passione per la musica rock, un look da ribelle ma dal carattere dolce e ottimista. Il rapporto è conflittuale con la madre che in effetti vorrebbe che la figlia seguisse i suoi passi e facesse delle scelte lavorative più concrete, invece di perdere tempo a suonare in gruppi rock."

Le parole e le cose

Elif Batuman, L'idiota. "Anche la dimensione totalizzante dell’amore viene scoperta da Selin attraverso le parole, quelle delle e-mail scambiate con Ivan, un matematico di origini ungheresi e compagno di corso di russo. Mentre Ivan, già fidanzato con un’altra ragazza, riesce a tenere salda la distinzione tra dimensione linguistica dell’amore e realtà, Selin smarrisce se stessa nelle parole scambiate con lui e finirà per fare un viaggio estivo demenziale in Ungheria in qualità di insegnante d’inglese semplicemente per assecondare questa sua passione infelice."

Surfisti cinesi?

Francesco De Luca, Karma Hostel. "Da bravo surfista De Luca è anche un po' un mistico, un po' un visionario, e anche, se vogliamo, un po' sballato, ma nel senso più buono del termine. E sballata è la sua prosa, altalenante come le onde, torrenziale come le piogge tropicali, sballottante come il mare squassato da un tifone (arriva anche quello).

Speciale Stranimondi