21 Febbraio, 2020

Tag: giallo

Dal nostro archivio

Un romanzo da leggere: “Marie Grubbe” in una nuova traduzione

Jens Peter Jacobsen, Marie Grubbe. "Il romanzo di Jens Peter Jacobsen torna adesso a disposizione del pubblico italiano in una nuova traduzione, a opera di Bruno Berni, che gli rende finalmente piena giustizia (come già era avvenuto alcuni anni fa con il "Niels Lyhne" delle edizioni Iperborea, a cura di Maria Svendsen Bianchi) e ne restituisce le sfumature elaborate, i toni talvolta bruschi e anche volgari, talvolta barocchi, sempre sontuosi, di una lingua che Jacobsen cercò di modellare su quel diciottesimo secolo in cui il romanzo è ambientato. Un’operazione che fa onore alla casa editrice che l’ha intrapresa e che speriamo possa avere il successo che merita."

Una storia del grande Nord

Dino Battaglia, L'uomo del New England. "Ne esce fuori, senza neanche gran panorami e vedute pittoresche, l'anima oscura di una terra dove si uccide senza fare tante domande, dove la morte è perennemente in agguato, e dove si gioca una partita molto più grande di quel che sembra; come spiega l'introduzione di Hugo Pratt, riportata in appendice al volume, il raid di Rogers è un piccolo episodio della Guerra dei Sette Anni..."

La mina sono io

Ray Bradbury, Lo Zen nell’arte di scrivere «Ogni mattina salto giù dal letto e metto i piedi su una mina. La mina sono io. Dopo l’esplosione, passo il resto della giornata a rimettere insieme i pezzi. Ora è il tuo turno. Salta!»

La delicata manutenzione delle relazioni

Auður Ava Ólafsdóttir, Hotel Silence. "La prima parte del romanzo, intitolata «Carne», che culmina con la decisione del protagonista di farla finita, si svolge in Islanda. La seconda, intitolata «Cicatrici», si svolge in un non ben specificato Paese dove una devastante guerra civile ha da poco lasciato posto ad una fragile tregua: potrebbe essere un luogo qualunque della ex Jugoslavia degli anni Novanta o la Siria di oggi. È qui che Jónas progetta di suicidarsi."

Di qua da Princeton

Alessandro Giammei, Una serie ininterrotta di gesti riusciti. "Il libro è certamente anche una serie di esercizi intellettuali, e insieme auto-finzionali, sul Grande Gatsby di Fitzgerald. Se i riferimenti a quest’opera, sia nei titoli sia nel contenuto dei singoli capitoli, sono iper-evidenti, il vero sottotesto sembra essere però un’altra opera di Fitzgerald, ossia Di qua dal Paradiso. Quest’ultimo, infatti, è ambientato proprio a Princeton, e Amory Blaine è presente nella scrittura di Giammei tanto quanto Gatz e compari, e forse anche di più, indicando ancora una volta come l’autore sappia mantenere viva la tensione tra le diverse polarità dell’immaginario."

Speciale Stranimondi