19 Settembre, 2021

Daniela Maddalena

22 ARTICOLI

Un romanzo in cui perdersi e che non ci lascia andare

È notte. La carrozza lascia il giovane Hans a...

Intervista a Enzo Fileno Carabba

Enzo Fileno Carabba, fuoriclasse 1966, vincitore del premio Calvino...

Corpo di dolore

Nuova casa editrice per Elizabeth Von Arnim, già ospite...

Ora et labora. Canto d’amore per l’Europa

San Benedetto da Norcia è il Santo Patrono d’Europa....

Un magnifico incubo

Il meno possibile che si può dire, ed è comunque troppo: un padre pazzo e violento tiene segregati i due figli all’interno di una costruzione enorme e disarticolata, che affonda nello sfacelo. Tra loro e il resto del mondo c’è un grande bosco. Come oltrepassarlo, dal momento che il padre è morto?

Non possiamo smettere di vivere perché c’è la guerra

Il 5 agosto del 1945 è domenica. La famiglia...

Nell’ingombro, una più profonda e definitiva leggerezza

Patrizia Cavalli, Con Passi Giapponesi. "Con Passi giapponesi è un libro diverso. Un giardino di sortilegi, immagini, stati d’animo, sogni e incubi, progetti, memorie. Certo, un altro libro di poesia, ma vestita diversamente2. 

Un ombrello è un ombrello è un ombrello è un ombrello

Guido Giannuzzi, Gli ombrelli di Satie. "È noto che Satie fosse un eccentrico. Ma non un tipo squillante. Piuttosto un signore serio e asciutto, nel vortice chiassoso delle avanguardie. Se pioveva, riparava il suo ombrello dentro il cappotto, e una volta che lo aveva dimenticato disse “Devo aver dimenticato l’ombrello. Sarà preoccupato di avermi perso”. Gymnopédiste di professione, come si definì, era considerato dai suoi colleghi un compositore troppo autodidatta, semplice."

La mina sono io

Ray Bradbury, Lo Zen nell’arte di scrivere «Ogni mattina salto giù dal letto e metto i piedi su una mina. La mina sono io. Dopo l’esplosione, passo il resto della giornata a rimettere insieme i pezzi. Ora è il tuo turno. Salta!»

Concerto per mano sola e orchestra

Guido Giannuzzi, Paul Wittgenstein, Il pianista dimezzato. "L’epoca è tragica. Si è a ridosso del nazismo, dell’antisemitismo, della guerra. Il viennese Paul Wittgenstein inizia la sua carriera pianistica nel 1913. Meno di un anno dopo, in guerra, perde un braccio. Ostinato, feroce, superbo, Paul Wittgenstein prende una decisione che determinerà il suo destino: diventare un insuperabile pianista, anche se ha solo la mano sinistra. Il titolo del libro è un affettuoso richiamo al Visconte Medardo di Terralba, di Italo Calvino. «Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti,» disse Calvino, «Tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra»."