5 Agosto, 2020

TAG: romanzo - Pagina 3

Il DNA non basta

, The Outsider. "È solo un libro di fiction (), d'accordo. È solo Stephen King (solo?). Ma il romanzo, per quasi 150 pagine, riverbera – certo, casualmente – uno dei più incredibili casi di cronaca nera della italiana, che ha avuto nel mese scorso la sua pietra tombale giudiziaria. Non lo nomino, va da sé, mi sembra persino fuorviante in questo contesto. Ma è pregio della grande letteratura agganciarsi con la pancia dell'attualità."

La lunga marcia, di Stephen King (1979)

Una scrittura apparentemente classica che mescola horror, fantascienza distopica, caratterizzazione attenta dei personaggi, ricostruzione maniacale dei luoghi (seguite il percorso dei marciatori su una mappa del e ve ne renderete conto), e una straordinaria sensibilità alle dinamiche sociali che agitano gli . In due parole, Stephen King. A tutti gli effetti lo vediamo già manifestarsi in questo romanzo scritto sul finire dell'adolescenza, un libro che suona potentemente radicato nel suo tempo e al tempo stesso capace di restituirci qualcosa del presente.

L’incomprensibile natura

Laura Pugno, La metà di bosco. " Il protagonista giunge in quel luogo alla ricerca del passato, e di una quiete che nella sua esistenza attuale gli appare lontanissima. Troverà il sonno ristoratore, il freddo tonificante delle acque marine intorno, ma verrà travolto da un nuovo mistero vertiginoso."

L’inferno glaciale

Sergej Lebedev, Il confine dell'oblio. "Tutto affonda in un grigiore assoluto dove le biografie sono scomparse, i vecchi stanno al confine della morte, e le carte spariscono nelle pieghe del suolo. La scrittura di Lebedev è una guida solida che non dà scampo a chi non si aspetta tanta ricchezza visionaria." Verso il grande Nord Siberiano. Verso il Confine (e oltre) dei confini, geografici e mentali.

Anche il Polo ha un’Anima

Christelle Dabos, Fidanzati dell'inverno. "Un mix ben congegnato di tante piccole parti riconducibili a generi commercialmente più appetibili, un puzzle che vede pezzi di Matrix, una punta di barocco e rococò portati all’eccesso, e la protagonista che richiama la sbadataggine di Isabella Swan, la Bella di Twilight e al contempo di Lucinda Price, la Luce di Fallen."

Prima che spunti l’arcobaleno

Guccini & Macchiavelli, . "Quando la prosa si fa riflessiva, descrittiva, è fatale presumere ci sia dietro il gusto, il pensiero e, perché no?, la musicalità di Guccini. Quando i dialoghi si susseguono serrati e il colpo di scena capisci che è lì, dietro l’angolo, beh: il papà di Sarti Antonio ha probabilmente fatto il suo."