20 Giugno, 2021

TAG: William Burroughs

Addio Lawrence, anarchico della parola

“Ti saluto all’inizio di una grande carriera. Quando mi...

Della carne e del metallo. Ripensare al lavoro di Antonio Caronia

Difficile per me scrivere di un libro dedicato al...

Lo Spirito del Male Americano (William Burroughs e lo Sciamano)

Un gruppo di amici che si sono conosciuti a...

Fenomenologia di una fine annunciata

Fa una certa impressione leggere il diario che Franco...

William Burroughs, ovvero l’uomo invisibile che ha fecondato il rock

Tra i personaggi che più hanno suggestionato l’arte tardo-novecentesca...

Presenti visionari

pubblicato su Pulp Libri 47 gennaio-febbraio 2004; pp. 6-8 L'espressione...

James Graham Ballard. Rapporti da un oscuro pianeta

“I quartieri residenziali sognano la violenza. Addormentati nelle loro...

Il Canone Beat. I’m talking about my Beat Generation

Allen Ginsberg, Le migliori menti della mia generazione. Lezioni sulla Beat Generation, "Herbert Huncke, un amico di William Burroughs ebbe un ruolo determinante nello sviluppo della filosofia Beat. Con il suo tipico linguaggio da tossico, Huncke continuava a ripetere “I’m beat”, che significava “sono rimasto senza soldi, sono rimasto senza droga, sono a terra, sono a pezzi, sono finito, fatto, sconvolto”, e a furia di ripetere questa espressione, i suoi amici più acculturati decisero di adottare quel termine per denominare il movimento culturale e spirituale di cui erano portatori".