5 Aprile, 2020

Tag: Furio Jesi

Vampirismi

Dal nostro archivio

Non si vive una volta sola

Claire North, Le prime quindici vite di Harry August. "Attraverso capitoli brevi, incisivi, e una narrazione frammentata che ricalca il palinsesto della mente del narratore procedendo a zigzag tra le vite e i decenni, il romanzo descrive un suggestivo tragitto spazio-temporale che va dai campi di battaglia della Seconda guerra mondiale alla Germania del Muro di Berlino, dalla Russia degli anni Cinquanta all’America di inizio millennio, con sconfinamenti in Sudafrica e in Vietnam, nella Vienna degli anni Trenta, la Pechino della Rivoluzione culturale, l’Afghanistan di inizio anni Settanta, la Londra del Blitz, Israele…"

Quello che da solo non si può dire

A. Igoni Barrett, L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto. "Usciamo da Poteko nel quinto racconto, percorso circolare nel traffico intasato di Lagos, e nel nono, che ci porta in viaggio in Kenya, per una storia di tira e molla. In queste deviazioni guidate possiamo imparare molto non solo sul trasporto pubblico e, in filigrana, scorgere la storia del Paese – grazie anche alle essenziali note di Michele Martino, l’abile traduttore – ma anche vedere la Nigeria con occhi kenioti. Qualcuno potrebbe scoprire che gli africani nnteon sono poi tutti uguali e che esistono, purtroppo e ovviamente, pregiudizi interni al contine."

L’Isola per antonomasia

Lea Vergine, Capri. "Fra mito, romanità, bagliori e fantasmi rievocati da Savinio e qui presentati nella loro luce mediterranea più forte e decisa, la folla di personaggi è labirintica, emerge da un’epoca scomparsa e irripetibile."

Antônia nei flashback

Carol Bensimon, Biliardo sott’acqua. "L’universo di Biliardo sott’acqua è labirintico come un mercato al momento della chiusura, vi stanno dentro coloro che vogliono tirare le somme giornaliere e quanti non vedono l’ora di allontanarsi. Fra garage e bar di limpido squallore, sete di avventura, desiderio di corpi e cognac a buon mercato, qualche poesia nelle tasche dello studente innamorato (il solito Eliot qui non è per niente “solito”), le immagini sgorgano a velocità sostenuta, quasi improvvisazioni jazz abbastanza raffinate."

Tom Wolfe, di Marco Denti

La scomparsa di Tom Wolfe, una delle voci più interessanti e contraddittorie della letteratura americana a cavallo tra il nostro secolo e quello scorso, è cosa recente: lo scrittore ci ha lasciati a maggio di quest'anno. Abbiamo pensato quindi di inaugurare la rubrica PULP Vintage, nella quale riproponiamo articoli e recensioni presi dall'edizione a stampa della nostra Rivista, proprio con un articolo che Marco Denti dedicò allo scrittore statunitense sul numero 22 di PULP Libri (novembre-dicembre 1999, pp. 10-11). 

Speciale Stranimondi

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